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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

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a cura di Federico Adamoli

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   APPENDICE
   ne, e derivati: ordine sociale, organi, istituti, leggi. Onde ci vengono le premesse dell'economia sociale? ci vengono dalla sociologia, scienza positiva (e FA. ne da ragione), senza far torto alla metafisica.
   Zeitschrift filr Volkswirtschaft Solzialpolitik und Verwaltung. Voi. XV, fase. 5. e 6. 1906. Vienna e Lipsia. Intorno alla più recente letteratura sul capitale e sull' interesse del capitale, Eugen von Bohra-Bawerk. L' A. del presente articolo esamina la teoria del prof. J. B. Clark eh' egli dice la più originale e la più importante fra le tante monografie ed opere pervenuteci dall' America e dall' Inghilterra. Fondamento della teoria del Clark è il concetto del « vero capitale » come « fondo permanente durevole » distinto dalle cose o dai beni in cui via via si investe. Se questo concetto ebbe luogo tra lui e il Bòhm-Bawerk una larga discussione scientifica. Del Capitale 1'A., fra le altre cose, dice che « dura e deve durare se si vuol che la produzione prosperi. Ogni diminuzione, ogni distruzione di capitale è un male per V industria. » All' incontro, i beni in cui il capitale s'investe debbono essere consumati e distrutti, impedire la loro distruzione sarebbe un errore come non impedire quella del capitale. Il Bòhm-Bawerk risponde che 1' antitesi del Clark non è reale ma meramente rettorica. Il primo è un nominalista, il secondo un realista. Si dibatte qui, a proposito del capitale, la questione sempre vecchia e sempre nuova sulla natura degli universali. Le conseguenze scientifiche saranno diverse secondo che si adottò I' uno o l'altro concetto. L'esame della detta teoria continua nel voi. XVI fase. 1. 1907 della stessa rinomata rivista. Nota l'A. 1' opposizione nei fini e nei risultamenti tra i sistemi del Prof. Clark e di Carlo Marx. Il Marx spoglia le merci di tutte le altre qualità e non le considera per i suoi scopi altro che come lavoro condensato ; il Clark concepisce dapprima il capitale come una quantità di valore incorporato in beni materiali, ma poscia egli elimina tutto ciò che è corporeo e non ritiene che una quantità astratta, permanente, che non soffre diminuzione nè alterazione di sorta. Giornale degli Economisti (Maggio 1906). Continua una discussione sulla teoria del valore fra il Loria, il Martello e Berardi. Bisogna convenire, dice il Marquardt nel Journal des Économistes (Ott. 1906) a tale riguardo: « noi non abbiamo ancora progredito abbastanza dal momento che nessuna teoria del valore ha ottenuto il suffragio degli economisti ».
   A. Zorli. In risposta ad alcune critiche al principio della conve-7iienza aziendale. Gior. Camere, fase. 1. 1907. E' una rispota a critiche della Riforma Sociale di Torino, che insiste nel considerare come effetto dell'utile ciò che consegue dalla convenienza; risposta al