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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

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a cura di Federico Adamoli

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   APPENDICE
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   r espropriazione di Stato, trasformando in fondazioni, solo sorvegliate dallo Stato, le aziende espropriate.
   Giornale degli Economisti. Fase, di agosto, Roma, 1905. Ancora del costo di produzione dell' uomo e del valore economico degli emigranti. F. Coletti. Siccome il mio articolo, dice l'A., che porta codesto titolo ha avuto parecchie critiche (V. art. del Pareto nel Giorn. degli Econ. Aprile 1905 e del Benaduce, stessa rivista, Luglio 1905) credo bene replicare in proposito sull' argomento. Nel mio scritto fermavo l'attenzione su tre quesiti: « se sia possibile rilevare statisticamente il costo di produzione dell'uomo », « se il costo di produzione dell' uomo corrisponda al valore economico dello stesso », « se il computo può servire per rilevare il valore economico degli emigranti ». Riguardo al primo si è ritenuta destituita d'ogni fondamento ogni obbiezione in rapporto al modo di formazione del capitale personale, essendo indifferente per lo scopo del calcolo Engheliano che le spese di allevamento provengano da capitali o dal reddito sociale accresciutosi o no per la maggiore produzione determinatasi, mentre io avevo osservato che occorreva, per un bilancio esatto, proprio tener conto della circostanza che la nascita dei figli determina, nella famiglia, una maggiore occupazione e produzione e un impiego più utile del reddito famigliare. Mi basta rispondere che ammesso come dato di fatto che le nascite avvenute abbiano provocato, da parte della famiglia maggior produzione, ammesso che una parte dei nati sia poi morta ed emigrata nell' età giovanile potrebbe Engel redivivo affermare che se le morti e le emigrazioni e quindi quelle nascite non fossero avvenute il paese avrebbe risparmiata una somma eguale a quella spesa per quei nati fino alla loro scomparsa. Riguardo al secondo quesito ho considerato il lavoratore e quindi il capitale personale nè più nè meno che come i capitali materiali. Ma mentre nei capitali materiali v' ha conciliazione e proporzionalità fra i quattro termini costituenti il prodotto materiale (costo e valore del prodotto per se stesso, e valore dell' uso del prodotto) questi presupposti non esistono nel capitale personale ; insomma non v' ha rapporto alcuno tra il valore dell' uso dell' uomo e il costo di produzione dell' uomo per se medesimo. Riguardo al terzo quesito: se il computo Engheliano possa applicarsi al valore economico degli emigranti, il presupporre costantemente che ogni emigrante rappresenti sempre per l'economia della madre patria un valore positivo è andar contro alla realtà più evidente. In conclusione per me il qualche cosa datoci dal calcolo Engheliano applicato all' emigrazione non è una parte della verità, ma errore. Alcuni però e il Pareto con loro, mi repplicano che, in mancanza di meglio, bisogna contentarsi di qualche cosa.