Stai consultando: 'Trattato di Economia Sociale ', Alberto Zorli

   

Pagina (571/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (571/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   APPENDICE
   571
   E. Brière) 1902. L'A., con rara erudizione, ha colto un momento opportuno per esaminare le differenti soluzioni date al problema dell' interesse nel corso dei secoli. Le teorie della produttività del capitale, dell' utilità, dell' astinenza, del lavoro, tutto ha esaminato e sottomesso alla critica. Il 2.° volume è consacrato specialmente alla confutazione della teoria della illegittimità dell' interesse sostenuta anche dal Rodbertus e dal Marx. Il 3.° volume conterrà le conclusioni e le speciali vedute dell' A.
   The Dublin Revìew, trimestrale, Luglio 1902, Londra. The politicai Economy of Leo XIII. (L'economia politica di Leone XIII). c. S. Devas, Leone XIII, pur riconoscendo la famiglia e lo Stato elementi necessari della civiltà, eleva a terzo elemento essenziale la religione. La scienza economica potrà rendere il lavoro più proficuo, condurrà alla soddisfazione più ampia dei bisogni col minimo mezzo, elargirà tesori all' industriante ardito e intelligente ; ma se la morale è guasta, se la religione non rischiara la strada maestra della vita, ogni profitto è disperso, ogni lauto guadagno può essere fonte di nuovi mali e di nuove afflizioni. La forza potrà opprimere ; ma il popolo oppresso e senza religione più violento si scaglia contro lo Stato. Non così quando la religione è a base di un popolo. Triplice è la riforma sociale di Leone XIII; piccola proprietà, non corrosa dall' usura, dai monopoli, da imposte esagerate, ma diffusa fra il popolo e conservata. La seconda riforma sta nella legislazione tutelatrice del sesso e dell' età dei lavoratori, dei patti fra capitalista e salariato. La terza invoca la costituzione degli operai in corporazione. Si scalza subito 1' obbiezione che gl'insegnamenti del Sommo Pontefice siano vaghi e generali. Capo della cristianità sparsa in tutto il mondo, non poteva dare premesse specifiche relative a questa od a quella nazione, ma generiche. Il Belgio, la Germania, la Svizzera subirono una benefica influenza dagl'insegnamenti pontifici. Il concetto dell'economia politica di Leone XIII è puramente umano. Vuole che il lavoratore rivendichi i diritti e la sua dignità, non lo illude, facendogli sognare un avvenire utopistico, ideale, irrealizzabile. L'uguaglianza, la ripartizione eguale dei beni etc. sono prodotti della fantasia, o parole accalappia-trici del popolino ingenuo e fiducioso. Chiesa e Stato son due termini distinti, r una non deve invadere il campo dell' altro ; ma non però la religione deve respingersi. Penetri essa nel cuore umano, e la mente allontanerà le fantasie funeste, dando luogo invece a pensieri sani, traducibili in realtà a profitto del corpo sociale e dell' individuo. Il cristianesimo è il fulcro su cui deve appoggiarsi il presente e il futuro, come fu nei secoli della decadenza romana e delle invasioni barbariche.