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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO SECO N DO
   l'educazione e l'istruzione, e molto potranno le leggi, specialmente rendendo obbligatoria la istruzione secondaria e superiore o tecnica dei ricchi, ed allargando, come si è detto, l'istututo della interdizione e dell'espropriazione, senza ricorrere ai mezzi estremi proposti dai socialisti rivoluzionari.
   Le monografìe delle famiglie operaie e degli agricoltori molta luce hanno recato sulla condizione reale delle aziende di erogazione loro. Quasi tutte le monografie esistenti sono eseguite sui moduli proposti dallo stesso Le Play, che considerò i soli bilanci consuntivi distinti in entrate e spese (1). In tutte queste monografìe corrisponde una cifra alle spese vitto, alloggio, vestiario, ed imposte. In poche si notano spese per medicine e cure mediche ricevute gratuitamente da istituti di beneficenza e municipi, in pochissime spese per divertimenti, in nessuna spesa per l'istruzione, e per l'avvocato, perchè quella gratuita e questa evitabile col gratuito patrocinio.
   Ma sono realmente esatte queste monografie? Esse sono dettate dagli stessi operai che certo mal volentieri confessano le cifre vere delle spese per consumi corrispondenti a vizi e passioni. Quanti sono gli operai che non fumano, che non vanno all' osteria, che non bevono liquori? Ben pochi.
   Eppure da tali bilanci non risultano esistenti in modo accentuati questi vizi; al tabacco e all'alcool quasi mai si accenna, la spesa pel vino figura generalmente pel 10 per cento della spesa totale, i tributi pel 5 °,0; il vitto pel 50 °,0, riscaldamento e illuminazione il 7 °,0; il 14 °,0 pel vestiario ed il 14 °,0 per l'alloggio; dico generalmente; ma in realtà nove su dieci famiglie di operai non vedon vino tutto 1' anno e quel dieci °,0, e chi sa quanto più, se lo bevono i capi di famiglia all' osteria; non così si può dire dei contadini mezzadri, ma vale per gli operai di campagna, pei così detti braccianti e pei contadini che vivon ammassati nei centri urbani.
   (1) Queste ricerche della scuola del Le Play saranno sempre poco fruttuose e poco esatte fino a che non sarà introdotto nelle scuole primarie, secondarie e superiori lo studio della Contabilità. Si dovrebbe fino dai primi anni dell' educazione ed istruzione abituare tanto i bimbi maschi che femmine a notare le spese e gli incassi, a fare i preventivi e bilanci. Le famiglie che notano e tengono in regola i conti di casa sono ben poche, e ciò è una delle cause principali del disordine economico delle famiglie.