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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC.
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   La scuola del Le Play si è resa benemerita con monografie sui bilanci di famiglie delle classi operaie anche agricole, ma poco ha studiato i bilanci delle famiglie agiate e gii effetti delle spese di tale classe sociale.
   I così detti ricchi noi li distingueremmo in sedentari ed assenteisti. Tra i sedentari predomina la categoria dei ricchi ordinati, non dissipatori, che pensano spesso più ad accumulare che a divertirsi. Gii assenteisti consumano nei grandi centri alla moda le loro rendite ; questo fatto turba non poco l'equilibrio dell' organismo sociale, dà origine all' urbanesimo, ossia alle tendenze dei contadini e degli operai de' piccoli centri a lasciarli, in cerca di lavoro nei grandi centri ove i consumi, effetto dell'assenteismo, fanno sperare una occupazione che non sempre riescono a trovare nei luoghi natii, mentre loro non mancherebbe se i capitali mobiliari rimanessero là ove furon prodotti per trasformarsi in migliorie all' agricoltura ed all' industria. Nel bilancio preventivo delle famiglie sta la soluzione dei principali problemi sociali. Abbiamo distinto le famiglie dei ricchi sotto vari aspetti, ma non meno importante è quello delle famiglie attive e delle apatiche; quelle possono essere attive in senso favorevole progressivo, ma non meno dannose all' interesse sociale sono le apatiche che si contentano cioè delle rendite che hanno e non cercano di aumentarle ; la stabilità dei loro bilanci è parallela alla produttività dei loro latifondi, a quella dei loro beni stabili, cui giammai cercano aumentare la produttività perchè loro bastano le entrate attuali.
   Dovrebbero costoro essere espropriati o sottoposti ad amministratori giudiziali come i prodighi ed i viziosi.
   Dall'esame dico dei bilanci delle famiglie dei ricchi risulterebbero le cause di tanti mali sociali; si vedrebbe come la parte destinata all'istruzione dei membri della famiglia sia minima in confronto alle spese per la cucina, per gli equipaggi, pei divertimenti, viaggi, regali, per l'abbigliamento; e sia minima la parte data al risparmio, se non manca questa partita, e minime le spese per beneficenza, a miglioramento della condizione delle classi non agiate.
   E ben vero che le leggi suntuarie non basterebbero a frenare o cambiare questo stato di cose, ma molto potrà al riguardo