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LIBRO SECO N DO
Qui noi studieremo i motivi morali della convenienza individuale che determinano la condotta aziendale in un modo anziché in un altro.
La molla fondamentale di tale condotta individuale sono le naturali tendenze che in riguardo allo scopo ultimo della azienda « il pareggio » determinano la detta condotta. L'uomo nasce con o senza la tendenza ad equilibrare 1' attivo col passivo, nasce con o senza i sentimenti detti economici. Giacché 1' uomo economico non è 1' uomo egoista che si lascia guidare dal solo utile, dal solo interesse individuale, ma quello che sa bilanciare ogni anno il dare coli' avere; e però che sa fare i suoi preventivi ed ha la forza e costanza di osservarli all' atto pratico, e che, modificando nel corso dell' anno il preventivo dal lato del passivo, sa modificare pure 1' attivo in modo da conservare il pareggio.
Si nasce, dico, coi sentimenti economici più o meno pronunziati o senza tali tendenze, però 1' educazione molto può influire in senso benefico, sia attenuando 1' energia di dette tendenze antieconomiche, sia di quelle ultra-economiche.
Tali tendenze estreme sono le stesse che rendono 1' uomo prodigo od avaro. Ora, 1' astinenza, il risparmio sono qualità preziose dell' edonista, come lo sono la generosità, la carità, ma questi sentimenti ultimi non contradicono a quello su esposto della economicità : si può benissimo pareggiare 1' attivo col passivo anche facendo elemosine, aiutando i parenti, il prossimo e le collettività con mezzi materiali; e si può fare economie, essere previdenti anche regolando la propria condotta economica sulla base di sentimenti altruistici.
L'avaro ed il prodigo si lasciano vincere da una sola delle dette due tendenze, ma non esitiamo a dire che socialmente è più dannoso il prodigo dell' avaro. Solo l'avaro che nasconde il proprio tesoro è immorale e peggiore del prodigo, ma non così colui che presta od impiega i propri risparmi.
Il prodigo non è considerato oggi uomo immorale se le conseguenze della prodigalità sua cadono su di lui stesso, e se non usa in modo immorale le sue entrate; per noi lo è ugualmente perchè danneggia la collettività, non risponde ai fini di questa. E' invece considerato sempre immorale il prodigo che oltre a