CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC. 547
Capo IV. — Della influenza sulla condotta delle aziende di
erogazione (famigliari) della morale teorica e pratica.
§ l.
Generalità.
Ciò che preme anzitutto stabilire è questo che la Scienza nostra non ha per scopo massimo l'aumento della ricchezza individuale o sociale, ma sibbene della felicità sociale. Ora la ricchezza può essere un coefficiente della felicità ma non la causa unica o fondamentale. La vera felicità è data solo da un elevato tenor di vita spirituale ; in quanto la ricchezza concorre a raggiungerlo è un bene, ma è un male se è strumento di un abbassamento nel tenor di vita morale.
L'evangelo è indubbiamente il più gran codice della vita morale, ed in esso si ripete in vari modi sempre lo stesso concetto che l'uomo deve cercare di perfezionarsi moralmente, di arricchirsi di virtù, non solo per godere una vita migliore oltre tomba, ma anche per raggiungere la felicità sulla terra ; i beni materiali si debbono considerare solo come mezzi per mantenere una esistenza materiale indispensabile, per raggiungere lo scopo vero che è il miglioramento del nostro spirito sulla terra.
La diffidenza per la ricchezza nell' evangelo ha questo solo movente, il timore che essa distragga 1' uomo dal raggiungere la perfezione morale; ma se il progresso intellettuale e giuridico riuscisse a costringere la ricchezza ad essere sempre strumento di progresso morale, strumento per raggiungere il miglioramento spirituale degli individui, sarebbe un interpretare falsamente l'evangelo continuando a considerarlo come nemico della ricchezza.
La felicità sulla terra infatti come può raggiungerla colui che la fa consistere nella soddisfazione di passioni e capricci? L'uomo che è guidato da queste norme giammai potrà dirsi felice, perchè od avrà sempre nuove passioni insodisfatte, o la sazietà dei piaceri lo renderà malcontento di sè e di tutto.
Solo una elevata educazione morale può conciliare la felicità del singolo con quella della collettività, la quale concorre