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LIBRO SECO N DO
libertinaggio fatto anche in modo indiretto in luoghi pubblici od aperti al pubblico ». Tale articolo è insufficiente ad impedire la tratta delle bianche. Tali industrie che speculano sulla persona umana e su basse passioni, sono intimamente connesse a quelle che speculano sulla passione del gioco dei figli di famiglia e di adulti e vecchi viziosi. Oggi le case di gioco sono innumerevoli, e pullulano sotto gli occhi degli stessi funzionari che dovrebbero impedire la rovina di tante famiglie a vantaggio di pochi speculatori non sempre in regola colla giustizia. Perchè i Prefetti permettono tale sconcio ? perchè temono un processo, contro l'autorità reprimente, per violazione di domicilio. Ma se cosi stanno le cose, perchè una nuova legge non potrà permettere la repressione ed epurazione della società da piaga così putrida'?
Di maggiore beneficio morale e sociale si presenta il decreto legge del presidente del Consiglio on. Mussolini che determina con nuove e precise norme la repressione della tratta delle donne e dei fanciulli (R. Decreto L. 25 marzo 1923 n. 1207). Sono provvedimenti da lunga mano invocati, che hanno formato obbietto di una conferenza internazionale, e che vengono finalmente a ratificare e a dare esecuzione alla convenzione di Parigi, tenutasi nientemeno che nel 1910, come anche altri accordi ancora più lontani. Il decreto-legge si compone di tre parti: nella prima è configurato il delitto di tratta che nel nostro codice non era stato ancora specificamente contemplato ; nella seconda si disciplinano le agenzie e gli uffici di collocamento di donne; nella terza parte, infine, si procede alla costituzione dell'Ufficio centrale italiano per la repressione della tratta in ottemperanza appunto all' accordo amministrativo di Parigi del 1904. Per tale ufficio è designata la Direzione Generale della P. S. Un ultimo articolo estende il decreto alle Colonie del Regno con opportune modificazioni approvate.
L' associazione internazionale, per la protezione della giovane, ha uffici in tutte le principali città e delegate alle stazioni ferroviarie, alle quali si possan rivolgere le giovani senza protezione per ottenere collocamento. Tale società lotta contro gli accaparratori per industrie immorali.