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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO SECO N DO
   che anche quando affittano per così dire a sè stessi, la loro azienda semplice di speculazione, resta sempre distinta da quella di speculazione complessa o impresa.
   La morale oggi imperante, in materia di speculazione semplice aziendale, è quella conseguente al grande principio della piena e completa libertà individuale, libertà del proprietario immobiliare o mobiliare di disporre come crede de' suoi beni, libertà dell' operaio di disporre del proprio lavoro come vuole e crede, purché in nessun caso se ne faccia, dice 1' art. 436 C. civ., un uso vietato dalle leggi e dai regolamenti. Ora, siccome le Leggi ed i Regolamenti non prevedono tanti modi di usare delle dette proprietà in maniera disarmonica alla convenienza collettiva, cosi la morale teorica critica a tal riguardo severamente l'odierna morale pratica.
   Cominciamo dall' esame della morale imperante nella condotta del proprietario immobiliare. Egli è padrone di lasciare incolti i proprii terreni, di non affittare e lasciar deserte le proprie case e palazzi. La scienza moderna non può più considerare il proprietario come un' essere isolato dalla collettività, che ha diritti verso di questa, e non doveri; diritti che essa rispetti la sua proprietà, i suoi capricci, e non doveri di essere utile alla medesima, senza per questo danneggiare sè stesso. Il proprietario, oggi, deve considerarsi come un amministratore, privilegiato dalla fortuna se ereditò, o se conquistò colle sue fatiche il diritto di amministrare il patrimonio sociale, ma non altro che un amministratore, che dovrebbe essere spogliato di tale incarico se male amministra e male compie tale funzione sociale.
   Oggi i proprietari immobiliari nella massima parte affittano, per godersi in pace, nell' ozio, nello svago, le loro rendite, sfuggendo alla monotonia delle piccole o medie città; nei grandi centri le forti spese impediscono loro, mentre dovrebbero, economizzare per eseguire bonifiche e miglioramenti nelle loro terre e fabbricati.
   Una recente legislazione si è aggiunta a quella sull' agro romano per indurre i proprietari fondiari a compiere detti loro doveri, ma molto ancora resta a fare ed anzitutto a fare eseguire detta legislazione.