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LIBRO SECO N DO
lavoro abbia diritto ad una rimunerazione, ossia ali' intero risultato della produzione e nulla sia dovuto al capitale perchè sterile. Ma l'evangelo invece parla chiaro e nessun dubbio lascia al riguardo, d' onde una morale-economica affatto diversa da quella dei cattolici quietisti.
Tali concetti morali sia delle scuole materialiste sia delle religiose, presuppongono, per. divenire pratici, una riforma di diritto. Anche Augusto Comte e Littrè basarono la loro morale sulla conciliazione dell' amore di sè stesso con quella dell' umanità. Schopenhauer parla di una identificazione intellettuale dell'individuo colla specie umana; ma solo i socialisti conclusero, in base a tali premesse ed alla teoria di Darwin (Origine dell' Uomo) alla identificazione degli interessi dei gruppo con quelli dell' individuo, conclusero alla necessità di una radicale riforma del diritto, alcuni con mezzi rivoluzionari, onde rendere 1' accumulazione capitalista e l'aumento illimitato della produzione vantaggiosa alla collettività e, di riflesso, a tutti gli individui e non come ora ad una minoranza più o meno privilegiata.
La lotta fra la convenienza collettiva e quella individuale, assume così 1' aspetto di lotta di classe per la riforma del diritto; ma è possibile una riforma del diritto prima di una trasformazione morale dell' ambiente ? La questione è sempre fra la morale pratica e quella teorica che aspira alla riforma di quella.
Esiste una specie di convenienza, che rimanendo fedele ai principi giuridici, trae da essi conseguenze che finiscono per non essere in armonia colla morale. Si può dire che è questo il pernio della questione sociale.
Tutto il sistema economico borghese è basato sul principio della privata proprietà e della concorrenza. Giuridicamente il padrone che approfittando della soverchia offerta di braccia dà all' operaio un salario irrisorio è in piena regola colla legge ma non colla morale ; che approfittando della scarsezza di capitali e di fiducia dà il denaro ad un saggio troppo elevato, ma non illegale, compie tuttavia atto immorale. Chi è ricco e spreca il proprio denaro mentre potrebbe, destinandolo a scopo riproduttivo, essere più utile agii altri ed a sè, non va contro la legge, ma lede il principio morale.