Stai consultando: 'Trattato di Economia Sociale ', Alberto Zorli

   

Pagina (507/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (507/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC. 507
   e circolazione. Si cerca produrre e servire secondo le esigenze, ossia secondo le abitudini dei consumatori, mentre i produttori ripetono gli atti produttivi che videro compiere dai predecessori. La routine è la gran regola della vita, ed il progresso non è solo T effetto della iniziativa individuale, ma della tendenza nel gruppo ad imitarla, ed è il risultato d' una lotta contro le vecchie abitudini di una generazione, o di consuetudini inveterate del gruppo.
   Nella condotta aziendale molto dunque può 1* abitudine e 1' uso, ma entrambi debbono essere in armonia al buon costume. L' abitudine che è una regola individuale, può l'individuo abbandonare senza che venga biasimato dalla collettività ; all' uso, regola di uno intero gruppo, chi deroga, si espone alle critiche e può perdere in considerazione ; chi deroga invece al buon costume si espone al disprezzo, al biasimo della collettività.
   Cosa è il buon costume ì Or ora abbiamo parlato di una morale pratica, e di altra teorica.
   I costumi sono i fatti etici, sono la morale pratica. La teorica dei costumi è cosa diversa, essa cerca stabilire un principio ed in base a tale principio giudica i costumi del mondo, e cura una normalistica non sempre in armonia colla morale predominante nel mondo della realtà. Ed ecco perchè si parla di buon costume, che è quello approvato da un concetto superiore ed elevato. Chi deve fare un giudizio di convenienza economica si trova di fronte alla morale predominante ed alla critica teoretica e religiosa, che ad essa si fanno. In linea generale quando 1' utile si trova in contrasto col giusto e coli' onesto, r uomo normale ed equilibrato deve trovare più conveniente posporre l'utile proprio ai due concetti giuridici e morali. Ma quando è incerto sul concetto di onestà, e la morale teoretica dice « ciò è disonesto » mentre quella predominante dice « no, ciò non è male » può essere che, se quest' ultimo modo di vedere coincide colle aspirazioni utilitarie individuali, alla morale predominante si attenga. Daremo un esempio : oggi ovunque e molti purtroppo giocano d' azzardo ; lo Stato, fra noi, fa il banchiere di un gioco di azzardo, la morale pratica non chiama disonesto un giocatore, ma secondo un ordine di principii elevati può il giocatore essere giudicato non solo disonesto, ma