CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC. 505
Con ciò abbiamo esaurito l'indagine delle leggi che agendo sul preventivo o sulla gestione, o sul bilancio delle singole aziende in tutte le categorie loro, vengono anche a costituire motivi di convenienza nella condotta umana economica, plasmandola quindi in tutte le sue manifestazioni, giacché si è visto che non un fenomeno economico può dirsi estraneo all' ordinamento giuridico e quali più quali meno in esso traggono la loro parziale efficienza, inquantochè alcuni conseguono o sono vincolati a leggi scritte generali, altri, oltre che a queste, da speciali disposizioni.
Titolo III.
Delie cause morali dei fenomeni economici
Capo I. — Del buon costume quale concausa della convenienza economica.
L'uomo ha bisogni e desideri, ma nella sua natura ha la tendenza ad esagerare gli uni e gli altri, ossia di trasformarli in passioni. Occorre quindi un'altra forza, un altro sentimento che freni questa tendenza ; questa forza non può essere che il principio etico, il sentimento morale, il desiderio del bene. Così nel caso nostro le passioni che riguardano la vita economica, come ad esempio la prodigalità e 1' avarizia, sono motivi di condotta immorale e di una falsa convenienza economica.
Noi ora dovremo studiare questa forza che può frenare le passioni, causa di fenomeni antieconomici, o meglio che deve esser di guida alla condotta umana illuminandone la convenienza economica. Dovremo, dico, studiare questa forza in generale in quanto riguarda tutte le aziende, poscia esaminare l'influenza sua sulle due grandi categorie di aziende, quelle di speculazione e quelle di erogazione.
La Morale, dal latino mores (costumi), l'Etica dal greco ridrì (costumi) ossia la normalistica dei costumi, può essere teoria