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LIBRO SECO N DO
naturalmente legata a quella degli effetti dei tributi, giacché è in base all' esperienza di tali effetti che governanti e governati trovano più o meno conveniente istituire, conservare, modificare, abolire detti tributi.
Lungo sarebbe esporre tutti gli effetti dell'incidenza della ripercussione ed ammortamento di detti tributi e solo brevemente ne parleremo in seguito. I quali effetti si concretano in una diminuzione di attivo disponibile per parte delle famiglie e quindi si risolvono in una contrazione dei consumi e quindi del benessere, ma specialmente si risolvono in una diminuzione di risparmi e non di rado in modo diretto viene dallo Stato tutto assorbito, con grave danno dell' agricoltura, che manca dei concimi e miglioramenti ai quali in via normale dovrebbero essere destinati i risparmi. Le manifatture, mancando il capitale circolante, assorbito dai tributi, non possono migliorare gli impianti e provvedersi di materie prime, mentre i commerci dalla contrazione dei consumi e delle contrattazioni molto ne soffrono.
Nel primo libro abbiamo parlato del protezionismo, è questo un' effetto dei dazi specialmente di confine, e vedemmo come creino dei monopoli nell' interno, come possano incoraggiare e scoraggiare l'agricoltura, industria e commercio.
Se ben si osserva al passivo di tutte le aziende c' è la partita tributi. In fatto però di tali tributi alcuni colpiscono le entrate (imposta di ricchezza mobile, sui redditi dei terreni, fabbricati etc.), altri le spese (dazi doganali ed interni, monopoli etc.) tutti però si risolvono in una diminuzione di attivo. Siccome non può lo Stato trovare la sua convenienza a colpire r attivo dei nulla-tenenti perchè difficilmente si prestano a sequestri i loro magri redditi, cosi per colpirli, senza dover ricorrere a questi incerti mezzi esecutivi, il fisco colpisce le spese di tutti loro che debbono per vivere forzatamente incontrare. Certo che potrebbe 1' operaio per rifarsi del tributo aumentare il prezzo della mano d' opera, ma causa la soverchia offerta di braccia, non ostante le coalizioni e gli scioperi, non sempre riesce a far ripercuotere e riversare il tributo indiretto sui richiedenti r opera sua.
Ne viene che nell'incertezza della traslazione la classe lavoratrice detesta i tributi sulle spese di prima necessità. Mentre