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LIBRO SECO N DO
che 1' A. ci addita, se non la legge stessa del Malthus, la quale per un lato fa capo alla limitazione della produttività a-graria, dall'altra si fonda sull'elemento razionale e volitivo che presiede alla fecondità? »
La risposta alla prima censura mi sembra risulti dalla esposizione sopra riportata delle due leggi, la fisica e la psico-fisica. Se la legge del Malthus è la legge fisica, e se la legge psicofìsica è bene distinta dalla fìsica come può dire il Loria che la legge psico-fìsica è la stessa di quella del Malthus ?
Perciò la differenza a tal riguardo fra quanto io ho sostenuto nel mio libro, e sostengo ora, e la teoria del Malthus sta in questi punti essenziali: anzitutto pel Malthus la sua legge di popolazione è comune a tutti i popoli della terra, ovunque, secondo lui, la popolazione tende ad aumentare oltre i mezzi di sussistenza ; perciò, secondo il Malthus, presso tutti i popoli della terra la maggioranza degli individui è imprevidente e tende a procreare oltre i mezzi di sussistenza.
Per me invece non havvi una sola legge di popolazione, ma due : in alcuni luoghi 1' una è eccezione 1' altra regola, in altri, l'una è regola l'altra è eccezione.
Ma questo è specialmente il punto che mi divide dell Malthus : egli parla del freno preventivo come rimedio ; dunque non s'è accorto, o per meglio dire non ha sviluppato il concetto che il freno preventivo è sempre esistito nelle razze uscite dallo stato selvaggio (1), solo che si è sviluppato colla previdenza onde, se dapprima erano rari i previdenti nel procreare ora son molti. E però oggi una minoranza procrea secondo la tendenza fìsica eli popolazione che il Malthus chiama erroneamente legge, che sarebbe una delle cause della miseria se la previdenza collettiva e dei benefattori non la prevenisse.
(1) Ecco l'unico punto dell'opera dei Malthus nel quale s'accenni al fatto che il freno preventivo è stato ed è praticato « L' esperienza dimostra che la prudenza da noi raccomandata sotto il nome di costrizione morale, è più o meno osservata in diversi paesi ed ha variato secondo i tempi ed i luoghi.
Non può dubitarsi che in Europa, e più specialmente nei paesi settentrionali, non siasi fatto su tal punto un cangiamento notabile dal tempo in cui cessarono tanto le loro emigrazioni, quanto le loro abitudini guerresche, e quello spirito intraprendente che le alimentava» Bib. dell'Ec. Voi. 11. 12, p. 412.