CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC. 417
invece venire determinate dalle incapacità, imprevidenze, cupidigia dei governanti di popoli ; le pestilenze oggi raramente accadono perchè prevenute dalle disposizioni di pubblica igiene ; e le guerre, causa le loro moderne micidialità son divenute e diverranno assai più rare, indipendentemente dall' essere le popolazioni sovrabbondanti o scarse.
Del resto i popoli debbono essere considerati come grandi famiglie, e come nelle famiglie v'ha chi consuma più o meno, e chi producendo di più pensa a chi non produce o produce meno, così avviene nei popoli, nei quali v'ha chi pensa a coloro che si troveranno senza mezzi di sussistenza, senz' essere loro parenti, e vi pensano lasciando a loro favore i redditi di patrimoni; e questo pure è un fenomeno che non è isolato, ma esteso, e possiamo chiamarlo previdenza individuale a favore della collettività, che rinforza la legge psico-fìsica individuale di popolazione; diminuendo le eccezioni di individui condannati a morir di fame per mancanza di mezzi di sussistenza.
Ma, sempre all'atto pratico, perchè attribuire al principio fisico di popolazione, fra i popoli civili, tutti i casi di miseria ? Molti provengono dall' ignavia, dai vizi dei capi famiglia o di qualche suo membro, altri da sventure, da contrarietà economiche, e fìsiche. Però come 1' uomo, di qualunque grado di civiltà ha l'istinto genetico, quello civile ha sentimenti elevati che lo spingono a soccorrere il prossimo. Sono due tendenze diverse, ma coesistenti e non si può tener conto dell' una e dell'altra no; e però tale tendenza serve a paralizzare gli effetti delle eccezioni conseguenti, sia pure, da imprevidenza procreatrice.
Le prove statistiche della previdenza procreatrice sono numerose, e non meno quelle delle tendenze a paralizzare gli effetti della imprevidenza e delle altre cause cooperanti, colla detta imprevidenza, a determinare i casi di miseria.
Concludendo, anche in concreto, la legge psico-fisica di popolazione resta formulata come sopra l'abbiamo esposta, e non occorrono dati statistici per provare che le condizioni economiche delle masse oggi sono assai più elevate che nei secoli scorsi, nei quali un'operaio giammai si sarebbe sognato di avere le comodità delle quali oggi gode, potendo così, in parte almeno, esso pure, approfittare dei benefìci della civiltà.
27 — A. Zoroi, Trattato di Economia Sociale.