Stai consultando: 'Trattato di Economia Sociale ', Alberto Zorli

   

Pagina (415/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (415/775)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   CAUSE PSICO-FISICHE GIURIDICHE E MORALI ETC.
   415
   procreare fuori del matrimonio, in armonia alle leggi morali, o di ritardare l'epoca del matrimonio o di limitare il numero dei figli nel matrimonio anche in modo morale.
   Quindi possiamo a priori affermare che la proposizione del Malthus non sarà applicabile alle popolazioni civili, nelle quali la convenienza logica, la previdenza prevale sull'istinto, o meglio non sarà applicabile alle popolazioni nelle quali la convenienza è determinata dal trionfo delle cause logiche sulle illogiche.
   E però, ancora in astratto, possiamo affermare: che la proposizione del Malthus concepita nel senso che la popolazione tende a crescere secondo la legge di fecondità naturale, anche quando vengono meno i mezzi di sussistenza, non è vera come legge generale assoluta, ossia presso tutti i popoli, in tutti i tempi e luoghi, ma solo in modo relativo, ossia presso quei popoli che vivono allo stato selvaggio, sarà legge; presso ai popoli civili una piccola minoranza potrà esser guidata da detta tendenza, ma le leggi sociali sono leggi di grandi masse, e la condotta delle minoranze creano l'eccezione, che conferma la legge.
   Noi quindi formuliamo cosi la legge psico-fisica di popolazione « la popolazione tende ad equilibrarsi ai mezzi di sussistenza ed a crescere con minore energia di tali mezzi, in modo che a ciascuno individuo tocchi il sufficiente ed il soddisfacente ».
   Ma veniamo al concreto ed esaminiamo, nell'ordine dei fatti, r importanza delle cause contrarie, ora ricordate, all' istinto sessuale, e la previdenza procreatrice, ed in genere la convenienza economica razionale.
   Negli animali e nei popoli selvaggi nessun individuo pensa alle conseguenze del procreare, ed in fatto procreano secondo la legge di fecondità naturale. Se le sussistenze sono insufficienti, la fame, le malattie, la morte insomma, s'incarica di far scomparire la popolazione sovrabbondante.
   Nei popoli usciti dalla vita selvaggia qualche individuo comincia ad accorgersi degli effetti del procreare senza ritegno e modifica la sua condotta in modo da equilibrare la prole a suoi mezzi.