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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO SECO N DO
   Nelle industrie commerciali è specialmente il codice di commercio che disciplina il contratto di trasporto (art. 388 e seg.), e quello tra inprenditori e dipendenti (art. 379 e seg.).
   Nelle strutture del credito abbiamo una vasta legislazione. Il Codice di Commercio, disciplinando la cambiale e l'assegno bancario (Titolo X e XI), si può dire che domini tutta la vita bancaria ; e vedremo tutte le leggi che riguardano la vita economica delle altre strutture sociali: scuola, arte, scienza, culto, assistenza, e intrattenimento ; e qui non possiamo dillungarci più oltre.
   Circa l'elemento morale come causa dei fenomeni economici noteremo che 1' uomo ha bisogni e desideri ma colla tendenza ad esagerare gli uni e gli altri, ossia di trasformarli in passioni. Guai se realmente nella vita pratica l'egoismo fosse libero di esplicarsi senza freni, come pretendono le scuole economiche liberiste. Ma per fortuna tale egoismo umano è frenato e reso socievole dalla morale che è la volontà collettiva, non coercitiva, ma non priva di sanzione.
   La morale o normalistica dei costumi può essere teorica e pratica; quest'ultima è quella che si osserva nel mondo della realtà, non è astratta ma concreta, tanto è vero che alle norme consuetudinarie si rimette in generale il legislatore in ogni caso, nel quale manchino disposizioni scritte (Art. 1134, 1135 cod. civ., art. 58 cod. comra.).
   La morale teoretica è un edifizio dedotto da principi, ed è sempre una critica alla morale pratica. La morale è insomma la normalistica del bene e dell' onesto, per cui il bene e 1' onesto sono un dovere. Il dovere ha nella vita economica aziendale la massima importanza. Questa si basa sulla fiducia che ognuno compia il proprio dovere; senza fiducia il commerciante non potrebbe tener commessi, il padrone non potrebbe tenere domestici. Tale fiducia è basata sulla certezza di abitudini economiche corrette. Quando l'abitudine di un individuo diventa l'usanza di un gruppo e questa di una collettività, l'abitudine si dice consuetudine. La morale pratica è l'insieme delle consuetudini buone ed oneste. Siccome esistono consuetudini economiche, cosi esiste la morale pratica economica. Vediamo tale morale nelle aziende di erogazione prima, nelle procacciatrici poi.