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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   Più complicato si presenta al riguardo il problema della disoccupazione, sul modo di aiutarla, superando la difficoltà di separare la vera disoccupazione da quella degli oziosi e degli accattoni di mestiere.
   Come pure si collega, a tale problema, la questione se al disoccupato si debba dare il salario individuale o famigliare. Siccome la tendenza è pel salario individuale, così si propone F istituzione delle Casse famiglie, per le famiglie numerose, e quando il salario del capo non può bastare. A queste casse pure dovrebbe concorrere oltre la classe operaia e dei padroni anche lo Stato.
   Le tendenze propendono più per il lasciare in genere alle organizzazioni di classe il compito di aiutare i disoccupati della propria classe, ed in caso gli aiuti dello Stato e degli imprenditori debbono essere versati direttamente alla corporazione.
   Ma di tutti i sistemi di riorganizzazione economica, nessuno considera la società nazionale come un' ente a sè, come una grande famiglia, perchè nessuno ha avuto la visione reale e com'è in fatto del campo economico, quale un insieme di aziende e quindi non si è pensato che se la società nazionale economica deve divenire un vero organismo, necessita che come tutti gli altri enti abbia un'azienda erogatrice ecl aziende procacciatrici, con alla testa un capo ed una gerarchia di elementi soggettivi.
   Se si vuol fare della società economica un vero organismo, non basta rendere obbligatoria l'organizzazione di classe, ma necessita anche rendere obbligatoria l'intesa fra organizzazioni, in modo che tutte le strutture sociali siano strettamente collegate all' unico fine di raggiungere il massimo di soddisfazione dei bisogni umani individuali e collettivi col minimo sacrifìcio. In questa intesa la società politica pei bisogni collettivi, dovrebbe essere non ai disopra, ma a fianco di tutte le altre strutture sociali.
   Lo Stato non dovrebbe ingerirsi negli affari economici delle corporazioni organizzate se non in quanto egli pure è una organizzazione economica.
   Le organizzazioni essendo enti riconosciuti e capaci d'impegnarsi giuridicamente, le decisioni collettive, le impegnerebbero, come impegnano ogni privato che firma una obbligazione.