Conclusione al libro primo.
Ogni vero organismo suppone un centro ordinatore, un capo, e mentre questo esiste nelle convivenze, nelle società politiche nazionali e locali, e nelle società religiose manca a dette società civili per l'aspetto economico. Ora si è tentato colla Lega delle Nazioni di creare un centro politico internazionale, ma è un tentativo che pecca nell' impianto, non essendo concepibile un centro politico senza esercito e senza una base economica, rispondente ai fini.
E se T umanità manca di un centro politico, tanto più manca quello economico, la necessità del quale ancora non è stato riconosciuto per gli organismi nazionali. La libera concorrenza nazionale e internazionale, fu proclamata dalla Scienza economica ortodossa quale unico principio capace di dare ordinamento alla società uscita dalle pastoie medioevali, ma all' atto pratico si è visto che è insufficiente e che sovr'essa non può la società economica nazionale organizzarsi e tanto meno l'internazionale.
Onde nella scienza economica moderna si dibatte il gran problema, e siccome i riformisti non hanno presentato progetti di evidente pratica attuazione, la vecchia scuola ortodossa continua a sostenere che la sola libera concorrenza può dare al mondo il massimo benessere economico.
Invece necessita continuare nello studio della vita organica sociale, e come la medicina moderna, che alla sola vix medica-trix naturae non affida più la salute degli organismi viventi, ma cerca altri rimedi conseguenti allo studio delle cause dei mali, così la Scienza economica colle sue indagini potrà giungere ad un piano di riordinamento economico della società.
Intanto 1' esame di dette cause, ci porta a potere giudicare sulla convenienza di adottare o no provvedimenti proposti dalle varie scuole economiche.