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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO PRIMO
   sfarli e vuole soddisfarli. La volontà sua nel campo economico si manifesta quale attività procacciatrice ed erogatrice ; ossia cerca procacciarsi mezzi per erogarli a soddisfazione di bisogni. Ma non è detto, come pretendono le altre scuole, che tale attività sia diretta a soddisfare bisogni propri, ossia per egoismo, ma può essere rivolta a soddisfare bisogni di famiglia (ego-altruismo) o eli estranei (altruismo) e non è eletto che sia economica la sola attività rivolta a soddisfare il solo egoismo.
   Ma vi è poi una classe numerosa di individui che deve essere altruistica, cioè tutti i rappresentanti eli enti morali e fondazioni che estrinsecano un' attività procacciatrice ed erogatrice e benché non agiscano per conto loro, generalmente compiono il loro dovere, ossia agiscono per forza morale più che per egoismo.
   Ma fermiamoci al vero edonista, all' homo oeconomicus della scuola psicologica. Non è vero che egli, anche volendo, possa agire determinato dal solo egoismo. Come abbiamo detto, l'ente morale è una creazione dell' uomo, e primo per importanza tra gii enti morali è lo Stato, ossia la Società politica, la quale, a mezzo dei suoi rappresentanti, pensa, sente e vuole. Anzi la sua volontà è coercitiva, la sua volontà è legge scritta. Ma anche la società umana non politica, sebbene non manifesti il suo pensiero e sentimento con un organo speciale e non abbia forza coercitiva, pure, a mezzo di molti organi, e specialmente della stampa, esprime la sua volontà che è 1' opinione pubblica prevalente, ossia la morale dominante.
   L'uomo, dunque, capo di una delle aziende (delle quali parlammo nella parte descrittiva) deve sempre nella sua condotta procacciatrice ed erogatrice conciliare il suo tornaconto colla legge e colla legge non scritta, o morale pubblica, altrimenti la sua azienda passerà nella categoria delle aziende illegali od immorali.
   La causa quindi dei fenomeni economici, in quanto dipendono dalla volontà umana, non può essere che un insieme di moventi egoistici temperati dalla volontà collettiva coercitiva o non coercitiva, ma con la sanzione del pubblico assenso, della pubblica approvazione. Si aggiunga che le norme giuridiche e morali, alla loro volta, sono un' adattamento della collettività. La morale, il diritto sono il risultato di iniziative imitate, ripetute, che divennero consuetudini perchè non urtarono o s'imposero