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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO PRIMO
   ed altri hanno applicata all' economia. È noto infatti che i corpi si combinano chimicamente soltanto in proporzioni definite, e di un elemento che si trovi in quantità esuberante il di più resta libero, ossia non è utilizzabile in quella data combinazione chimica. Onde anche in economia la quantità disponibile minore di ogni altra è quella che determina la quantità del bene diretto, mentre si chiamano beni complementari quelli che concorrono a formare il bene diretto, come sopra si è detto.
   Questa legge, resta sempre, anche nel nostro ordine d'idee, la legge fondamentale dell' equilibrio economico.
   Noi, qui però abbiamo parlato della sola scuola moderna matematica (Walras, Pareto, Fisher), non della vecchia scuola del Cournot alla quale appartengono il Marshall e Pantaleoni. — Il Marshall applica il metodo matematico all' economia, come strumento logico, mentre la nuova scuola rappresenta matematicamente l' equilibrio economico, si tratta di una vera concezione matematica dell' economia, che astrae completamente dai fatti, e quando parla d'interdipendenza di fenomeni, non bisogna riferirci che a rapporti numerici.
   § 4
   Scuola Storica.
   Al cosmopolitismo ortodosso, ossia che le leggi economiche siano vere per tutti i tempi e per tutti i popoli, i seguaci della scuola storica contrappongono il relativismo storico, e cioè che le leggi sociali sono un prodotto della volontà collettiva, quindi umana, volontà che cambia col cambiare delle cause determinanti la volontà stessa. La volontà collettiva concretata nel diritto e nella morale, non è assoluta, universale ed eterna, e la scuola storica giuridica del Savigny, Puchta ed Eichorn ha provato che la stessa proprietà ha cambiato nella Storia, e così la proprietà individuale è stata, come luminosamente ha confermato il Laveleye ed altri, con osservazioni sulle società attuali arcaiche, preceduta dalla collettiva, anzi lo Schaffle ammette che potrà un giorno, la collettiva, surrogare di nuovo l'individuale. I maestri di questa scuola : Bruno Hildebrand di Jena, Guglielmo Roscher di Lipsia, Carlo Knies di Heidelberg, nonché Adolfo Wagner di Berlino, ed il socialista riformista Bernstein,