PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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11 concetto dominante del Menger è quello dell' ineguaglianza fondamentale delle utilità scambiate, poiché non può avvenire scambio tra utilità eguali.
Il Menger rivendicò il diritto della teoria ad una vita indipendente, combattendo quelli, che egli chiama pregiudizi della scuola storica germanica, contrari, secondo lui, ad ogni ricerca teoretica.
Alla concezione organica della scuola storica oppone l'individualismo economico.
Egli dice: la scuola storica è ridotta, per la parte teorica, a ricercare delle analogie di evoluzione, quindi i seguaci di detta scuola sono costretti ad accumular monografie di storia economica per farne poi la sintesi dopo molto tempo, e per giungere a delle verità strettamente limitate all' epoca storica dalia quale sono desunte. Per di più la storia non può illuminarci su punti decisivi di fenomeni economici dell' epoca nostra, affatto diversa dalle antecedenti, avendo per caratterista il macchinismo e lo sciolsero.
Il Menger rivendicò il diritto teorico di isolare i fenomeni e studiarli col metodo deduttivo. In realtà la scuola austriaca è la cosidetta scuola smithiana pura, ossia quella che pose 1' u-tiìe a base di tutto il sistema economico, che isolò tale principio; deducendo tutto un insieme di leggi e teorie che sono un puro trattato di logica economica.
§ 3
Scuola Matematica.
Capo di questa scuola è riconosciuto Leone Walras, morto nel 1910. Egli fu condotto a creare la teoria dell' equilibrio economico nel tentare di dimostrare che il regime di libera concorrenza assicura un massimo di utilità alla società in cui esso si verifica. Dalla dimostrazione naturalistica di questo principio, passò alla concezione di più sistemi di equazioni determinanti il punto dy equilibrio economico in un regime di concorrenza.
Il Pareto estese questo concetto a tutto il campo economico.
La teoria del Pareto in ultima analisi non è che la famosa legge delle proporzioni definite, legge chimica che il Gossen