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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   La scuola storica ispirata ai giuristi trovò che non era possibile studiare il sistema simpatico separatamente dell' egoistico. Il puro egoismo, ella disse, non è legge naturale e dà origine a tanti mali come la concorrenza sfrenata, lo sfruttamento del debole per parte del forte, ed aggiunse che F interesse collettivo è al disopra dell'individuale, che le azioni economiche umane debbono essere ad un tempo rette dall' egoismo, ma anche dal dovere morale e giuridico, e che quindi i conflitti d'interessi debbono essere regolati da leggi. Le leggi economiche quindi, non sono nè così assolute ed immutabili come le fisiche, ma sono leggi volute dagli uomini e cambiano di conseguenza per volontà collettiva. La scienza poi critica questa volontà collettiva per vedere se è in armonia ai principi dal punto di vista dell'onesto e dell'utile.
   La scuola storica fu detta anche « dei socialisti dalla Cattedra » perchè costituita da Professori d'Università, e perchè essendo riformatrice invoca l'azione dello Stato per attuare le riforme. Ma i socialisti partono, come il Marx, dal principio fondamentale dello Smith che il lavoro sia l'unica fonte del valore e della ricchezza. Posto tale principio il Marx conclude che tutto il prodotto del lavoro deve esser del lavoratore. Ma per i socialisti il bene individuale non può essere raggiunto che dalla collettività col bene della quale si compenetra, onde esagera il concetto della scuola storica dell' azione dello Stato.
   Tutte queste scuole però, come si vede, cercano la causa fondamentale dei fenomeni, partendo dai fenomeni stessi.
   La scuola psicologica comincia col trascurare lo studio della ricchezza per dedicarsi allo sudio dell 'uomo economico, nei bisogni dei quali risiede la causa dei fenomeni, i quali non occorre quindi studiare, bastando studiar l'uomo coi suoi bisogni e desideri.
   Il solo lato quantitativo dei fenomeni è studiato dalla scuola matematica, che risolve tutta 1' economia politica nelle leggi meccaniche e matematiche dell' equilibrio. Le leggi dei fatti sono tante e così complicate che è inutile studiarle, mentre si possono conoscere solo coi calcoli algebrici.