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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   fenomeni generali determinati, come si è visto, dai bisogni privati, subiscono l'influenza della volontà collettiva coercitiva e non coercitiva, per cui sorge un'adattamento nei singoli all'ambiente, una volontà modificata, una risultante. Queste forze concomitanti che influiscono a produrre il fenomeno derivano dalla volontà privata, modificato dalla collettività, ossia l'elemento economico influisce plasmato dal giuridico e dal morale.
   Così in ogni scambio c' è il lato morale o giuridico che è la fiducia o certezza reciproca delle parti di non venir meno ai patti, il lato economico che è il vantaggio reciproco.
   E dunque nel preventivo che 1' uomo concreta la sua condotta; ma il preventivo degli enti che dipendono dallo Stato è in massima parte tracciato sulla falsariga delle leggi scritte, decreti, normali; onde il campo libero d'azione dei Ministri, Direttori generali, Prefetti etc. è limitatissimo, e limitatissime le spese, non previste dalla legge del bilancio, o volute da speciali disposizioni.
   Le necessità di conoscere le leggi dell'organismo sociale è assoluta, come quella di conoscere le leggi dell' organismo umano ; si studiano quindi le leggi dell' equilibrio organico e della sua regolare funzionalità per curare gli esquilibri organici e le irregolarità funzionali. Ma tale regolarità nell' organismo sociale non è assoluta, ma tendenziale, giacché l'organismo sociale è il prodotto di consuetudini codificate o no che posson, come si è detto, cambiare. Infatti Aristotile e Platone non avrebbero mai pensato che un giorno si sarebbe abolita la schiavitù che consideravano come un istituto fondamentale e necessario.
   Nella determinazione dei fenomeni sociali certo che la natura ha molta influenza e sono fattori della regolarità dei fenomeni: le condizioni del terreno, il clima, la vicenda delle stagioni.
   Ma la massima influenza è apportata dal pensare, sentire e volere dell' uomo a cui si aggiunge il pensare sentire e volere collettivo.
   La scuola purista dà la massima importanza al pensare e crea un' economia teoretica pura ossia di pura logica.
   La scuola Austriaca dà la massima importanza al sentire ed ai bisogni ; ma entrambe trascurano l'influenza del pensare, sentire e volere collettivo.