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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE 359
   Nella vita economica non meno che nella civile e politica e religiosa le qualità, degli individui e delle masse rendono 1' ambiente più o meno elevato.
   Se regna la rettitudine negli affari, e la temperanza nelle famiglie, regna la fiducia reciproca, e il credito moltiplica gli affari. Mentre la concorrenza sleale è la peste dei mercati.
   Vengono poi le potenzialità materiali degli individui e delle collettività private. Senza mezzi materiali 1' uomo ha un bel voler soddisfare bisogni e desideri, gii occorrono proventi e questi, oltre che dalle potenzialità personali, conseguono dai capitali fìssi e mobili e dalle imprese che utilizzano tutte le potenzialità personali e materiali.
   Quando si parla di credito, della fiducia che gode un capo azienda, si parla di una vera sua potenzialità, ma è sempre collegata ad altre potenzialità fruttifere sia personali che materiali dello stesso capo-azienda.
   Del potere delle collettività politiche.
   Il potere delle collettività politiche risiede nelle sovranità ossia nel potere esecutivo. Ma qui parliamo di potere economico ossia delle potenzialità personali e materiali degli Stati.
   Ogni aspetto del potere dello Stato esige organi e funzioni onde implica spese che esigono proventi.
   Ed ecco la base del potere economico dello Stato: i proventi. Con questi solo la volontà del potere legislativo può essere eseguita. Ma si dirà : gli Stati, anche senza i proventi corrispondenti alle spese, riescono a fare queste.
   Tutto ciò si basa sopra un' altra potenzialità dello Stato : la fiducia nella solvibilità dei contribuenti.
   Tale potenzialità spesso manca agii individui: difficilmente chi non ha una posizione economica assicurata trova credito ; necessita che almeno la potenzialità immateriale ispiri fiducia nella continuità dei proventi della potenzialità stessa.
   Lo Stato, causa il suo carattere di ente imperituro, e causa il diritto suo di prelevare tributi sulle potenzialità private, sebbene coperto di debiti che superano tutto il suo patrimonio immobiliare e mobiliare, pure ispira fiducia e trova chi gli presta denaro.