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LIBRO PRIMO
Giunto alla fine della sua gestione 1' edonista, per sapere con certezza quanto fu il suo provento netto, necessita separi 1? attivo dal passivo, le spese dalle entrate, altrimenti corre incontro a gravi pericoli; se ignora ciò e consuma per sè e famiglia il non provento, si espone ai dolori che cagiona ogni esquilibrio.
Finalmente per raggiungere il fine non basta lo stimolo del bisogno, non basta l'attività procacciatrice, occorre prudenza, perseveranza, temperanza, e previdenza. Queste doti e questa ultima specialmente sono indispensabili per raggiungere e conservare 1' equilibrio e possibilmente ottenere un risparmio.
Ma non preveniamo lo svolgersi dei fenomeni. L' edonista, che è riuscito a poter versare nella propria azienda erogatrice 1' ottenuto provento, non ha, come si è visto, raggiunto il fine, che è la soddisfazione dei bisogni.
Le doti, delle quali ho parlato ora, tanto necessarie al capo dell' azienda procacciatrice, tornano ad essere con-cause indispensabili per raggiungere il fine diretto, senza derogare alle norme, alle esigenze dell' equilibrio ; e lo sono specialmente per raggiungere il risparmio.
Il risparmio rappresenta un vero bisogno, sens' esso non potrebbe sorgere lo strumento del lavoro ed in genere il capitale, ma alla sua volta è l'effetto del pensiero previdente, che non è generale, onde non è bisogno sentito da tutti il risparmio, ma chi lo sente prova pena a non raggiungerlo.
Ma qui entriamo nella causalità della vita economica preventiva delle aziende erogatrici che sarà argomento ci' altro capitolo.
Capo VI — Del pensare, sentire e volere economico collettivo.
§ 1
Generalità.
Tutti i bisogni e desideri sentiti da tutti ma che debbono essere soddisfatti da enti collettivi, si chiamano bisogni collettivi. Ma la collettività, come tale, sente dei bisogni ideali, ossia bisogni non sentiti dalle masse, ma da chi sta alla testa della collettività, ossia dalla classe intellettuale ; tali bisogni si riassumono nel concetto di civiltà e progresso.