PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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stazione al capo azienda. Ma da molti è considerato produttivo in quanto la famiglia è un organo di formazione ed allevamento dell' uomo, considerato come un capitale, una ricchezza per la nazione. Anzi il Gide dice : « è più produttivo fare dei fanciulli che impiegare in altre cose i capitali che vi si sono destinati ».
Egli paragonando la Germania, com' era prima della guerra e che aveva dal '70 in poi risparmiando meno della Francia, paragonandola con questa che vede da mezzo secolo stazionaria la sua popolazione, dice che in realtà la Germania aveva risparmiato di più perchè aveva collocato i suoi risparmi in aumento di popolazione, la Francia in azioni ed obbligazioni, le quali fruttano meno degli uomini nei quali era stato investito il risparmio. La realtà è questa che, aumento di popolazione vuol dire aumento di clientela per tutti e quindi aumento di guadagni ed arricchimento della nazione, purché la popolazione accresciuta non sia a carico di quella di prima e rappresentando un aumento di clientela non rappresenti lo stesso consumo di prima ridotto in quantità e qualità pei singoli abitanti. Necessita quindi che 1' aumentata popolazione, per non essere a carico della società, sia sana, attiva e produca quanto consuma e possibilmente più, per ulteriori allevamenti umani e capitalizzazioni.
Tale risultato collettivo non può essere che l'effetto di fenomeni singoli, ossia che in tutte o nella maggioranza delle famiglie, 1' allevamento umano rappresenti un fine raggiunto. In altri termini: il possessore di un super-reddito netto può investirlo formandosi una famiglia e se nell'allevamento umano trova non l'impoverimento ma per di più soddisfazioni speciali, ha raggiunto lo scopo.
Ma può la famiglia non dargli tali soddisfazioni onde l'investimento riesce imperfetto e per lui improduttivo. Molti di questi casi singoli, rendono 1' aumento della popolazione, non un benefico aumento di clientela, ma un impoverimento della massa sociale. Però tale investimento può tornare improduttivo per colpe estranee alla famiglia stessa, per cause sociali. Infatti la potenzialità produttività dell' uomo non corrisponde sempre alla produttività reale. Tale produttività dipende anche dalla legge delle proporzioni definite.