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LIBRO PRIMO
Ed allora se il profìtto, non è il premio del rischio nè delle altre cause su dette, il profitto non può essere che il premio del lavoro di coordinazione, che si ha solo in quanto V imprenditore ispira fiducia. La fiducia è figlia del successo, ma questo è specialmente effetto del carattere, della tempra dell'imprenditore, del suo istinto d'economicità. L'imprenditore ha dei successi perchè specialmente ha il così detto occhio negli affari.
Crea gli affari, prende a volo le occasioni, fa la rèclame necessaria, serba il silenzio quando occorre. Il suo successo dipende dal saper ricavare un di più dai prodotti o servizi e risparmiare sui costi.
La direzione tecnica influisce sulla qualità dei prodotti e servizi, sulla scelta degli operai, ma gli affari solo l'imprenditore li combina. Trova gli sbocchi ai prodotti, crea la clientela, trova il modo di far provviste all' ingrosso di materie prime, di accaparrare operai ove sono meno esigenti, di ottenere appoggi da istituti bancari, da azionisti. Ma tutto ciò riguarda l'iniziatore dell'impresa, perchè è lui che ha la potenzialità di ispirar fiducia.
Quando si parla di tasso dei profitti normali, si parla delle imprese avviate da un iniziatore, le quali continuano la routine, o la continuano i suoi eredi, che, di fronte alla concorrenza di altri, non hanno smesso 1' impresa, perchè il compenso al lavoro di coordinazione continua, sebbene ridotto a quel otto o dieci o venti per cento che fa il mercato. Ma questo 8 o 10 per cento non è sempre il compenso all' attuale conduttore, che può essere un direttore tecnico, ma un compenso all' iniziatore dell' impresa che continua nei suoi eredi, i quali spesso restano estranei all' impresa. Questo è il nostro pensiero, ma nei vari trattati il profitto è trattato diversamente. E' ben vero che il Cossa, ad esempio, dice che il profitto è la retribuzione dell' imprenditore come tale per la combinazione del capitale col lavoro effettuata per suo conto, nella produzione, ed aggiunge che « il profitto equivale alla differenza tra il valore dei prodotti e il loro costo (impiego di capitali, salarii, interessi), ma poi afferma che il profitto comprende tre elementi: compenso al capitale ed al lavoro — compenso pel rischio dell' impresa ». Ora per noi tutto ciò non è esatto come sopra si è detto.