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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   gì' imprenditori possono evitarne le conseguenze restringendo artificialmente la domanda di braccia, investendo all'estero parte del fondo dei salari, ove scarseggia, o consumandolo improduttivamente.
   Ma anche gli operai possono evitare i salari della fame andando all' estero, ove c' è ricerca di braccia, quando il capitale coalizzato tiene bassi i salari. In passato però non andavano così le cose. In passato la posizione predominante era quella degli imprenditori che potevano, in caso di soverchie pretese degli operai, impiegare altrimenti i loro capitali, mentre gli operai spinti dalla concorrenza e dal bisogno dovevano capitolare perchè non esistevano, come oggi, le facilitazioni nei viaggi e la protezione del governo agli emigranti. Altro mezzo di evadere per parte degli operai è quello di sostituirsi agli imprenditori, formando le cooperative dei lavoratori, dette di produzione. Altri accordi per sostituirsi all' imprenditore hanno dato vita al così detto contratto collettivo, diffìcile ad applicarsi quando la cooperativa o 1' unione non ha capitali per garantire il mantenimento dei patti. Quando poi non esiste cooperativa, come ente morale, le difficoltà sono maggiori. Tali contratti offrono garanzia di esecuzione nei lavori perchè gli operai si sorvegliano tra loro e se uno non lavora è respinto. Agli operai le cooperative offrono vantaggi, se ben dirette e se, chi dirige, studia il mercato, conosce gli affari che spesso bisogna creare.
   a) Partecipazione ai profitti come causa di super-salari — Qui non intendiamo parlare dettagliatamente delle cooperative. Abbiamo accennato ad esse per rilevare che il socio della cooperativa affìtta 1' opera sua alla cooperativa onde ottenere una partecipazione ai profitti. Però la partecipazione al profìtto esiste indipendentemente dalle cooperative e'd è un modo di accordo. La partecipazione ai profìtti specialmente, da alcuni economisti (Brentano) è stata considerata la vera soluzione della questione sociale, ma è possibile solo nelle imprese nelle quali ha la massima importanza la mano d' opera.
   Molti vogliono vedere nelle cooperative, nei contratti collettivi, nella partecipazione ai profìtti una perequazione nei salari, per cui 1' operaio migliore si trovi nelle stesse condizioni del peggiore.