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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   ditore e prendere una iniziativa, e le cause che lo determinano a continuarla.
   Se l'iniziativa è senza precedenti, allora si tratta d'introdurre una nuova industria, una nuova forma di servizio, nuova almeno per 1' ambiente nel quale vive Y iniziatore.
   In tal caso occorre fiducia dell' imprenditore nella nuova idea ed in sè stesso, speranze di conquistare una clientela e specialmente speranza nella vicenda, ossia nella fortuna favorevole, questa speranza può essere qualificata audacia, ma au-daces fortuna juvat.
   Se non si tratta d'una vera iniziativa, ma d'imitazione d'altra impresa, allora entra in questione altra causa. I proventi ottenuti da altre imprese fiorenti fanno sorgere il sentimento d' e-mulazione, e la nuova impresa, identica alla prima, ne diviene concorrente. Ecco perchè si considera la concorrenza come una delle cause della produzione, come uno stimolo alla produzione qualitativa e quantitativa. Giacché la fortuna della prima impresa dimostra che le quantità prodotte sono state insufficienti alla richiesta, e se i nuovi concorrenti soddisfano la richiesta o la superano, allora cercano reciprocamente vincersi col migliorare la qualità del prodotto o servizio, o coli'abbassarne i prezzi.
   E qui sorge la questione se la concorrenza sia una causa favorevole o contraria alla produzione ottima ed abbondante. Per concorrenza non s'intende solo gara tra i produttori, ma anche tra i fattori della produzione, gara fra operai i quali, se sono in molti, si faranno concorrenza, come i capitali mobili ed i fissi.
   Prima della rivoluzione francese (legge 17 marzo 1791) non era possibile la concorrenza fra operai chiusi nelle corporazioni; la libertà del lavoro ha resa possibile la concorrenza anche fra imprenditori; era, prima di tale epoca, vietato il prestito di danaro con interesse; le terre erano infeudate a pochi privilegiati.
   La caduta di tali restrizioni ha reso possibile la concorrenza che ha realmente, nel secolo scorso, favorito la produzione. Nel nostro secolo, ed alla fine del secolo scorso, sono sorti dei dubbi sull' efficacia della concorrenza.