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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PiliMI PRINCIPI DI ECONOMIA SOCIALE
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   a) Nell'industria territoriale la coltivazione del soprasuolo a grano, a cereali in genere, a vigneti, a frutti, ad orti, sono determinati dal bisogno di vettovaglie, mentre la coltura delle piante tessili della canapa, lana, seta, cotone, lino, juta dal bisogno di indumenti. L' escavazione del sottosuolo dal bisogno di materie prime per le industrie che debbono provvedere alle abitazioni umane e di strumenti alle strutture sociali.
   b) Neil' industria manifattrice quelle che utilizzano le fibre tessili e le spoglie d' animali sono causate dal bisogno di indumenti e dal bisogno delle altre manifatture di corde e cinghie; quelle che utilizzano trasformandole o conservandole le sostanze alimentari, dal bisogno di alimentazione ; quelle che utilizzano le terre ed i minerali dal bisogno di abitazione.
   c) Nell'industria commerciale lo scopo del commercio di trasporto è quello di procurare una economia di tempo per lo specialista d'altre attività, che dovrebbe perder tempo per trasportare ogni prodotto dal produttore al suo domicilio.
   Chi s'incarica di trasportare, come proprio compito, sceglierà secondo i casi le vie di mare o di terra, e per terra le ferrovie, o i camions, od i carri a cavalli. Ma avere chi trasporta i prodotti non basta per 1' economia di tempo e di fatica pel consumatore ; necessita che vi sia chi distribuisce le grandi quantità di prodotti accentrate, in piccole quantità a coloro che sono più vicini ai consumatori (rivenditori).
   d) Neil' industria creditizia. Supponiamo un contadino che abbia una vanga disponibile ; vari colleghi gliela chiedono, uno gliela chiede per favore, per amor di Dio, un'altro gli offre una moneta, un' altro gli dice dammela che ti do in pegno una falce. Secondo a chi la presta sarà mosso da sentimenti altruisti, o religiosi, o dal tornaconto, e se esige la falce, in pegno, vi entrerà anche la diffidenza.
   Ossia il prestito gratuito è determinato da cause diverse dell' oneroso, e da altre concause quello su pegno di valori.
   Se il prestito è fatto ad imprese che possono fallire, il rischio essendo maggiore, maggiore è la diffidenza, che trae seco la esigenza di un maggior premio.
   La base del credito è sempre la fiducia ; altre concause determinano, nel debitore, il bisogno di beni che gli mancano in