I CLASSICISTI
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sinuato », rappresentato sé medesimo. Questo romanzo ha molta rassomiglianza con i Dolori del giovine Werther del Goethe; se non che ne differisce principalmente in ciò, che nell'Ortis ha grandissima parte il sentimento patriottico, il quale non ha luogo nel libro tedesco; e, per i tempi in cui fu scritto e per l'efficacia che ebbe, è qui la sua maggiore importanza: lo stile n'è talvolta gonfio e sforzato, ma anche spesso caldo e vigoroso, in alcune descrizioni veramente esemplare. Una forma affatto diversa, semplice e arguta come si conveniva, felicemente usò il Foscolo nella versione del Viaggio sentimentale dello Sterne. 22 Delle prose più eloquenti è la difesa che egli fece della propria condotta morale e politica nella Lettera Apologetica, scritta in Inghilterra; fedele testimonianza della vita, dei sentimenti, dei tempi suoi è il ricco e bellissimo Epistolario. Nella critica letteraria produsse il Foscolo una grande innovazione: «è il primo tra i critici italiani, dice il De Sanctis nel bel saggio su questo autore, che considera un lavoro d'arte come un fenomeno psicologico, e ne cerca i motivi nell'anima dello scrittore e nell'ambiente del secolo in cui nacque ». 23
6. Ippolito Pindemonte,24 cui il Foscolo aveva diretto i Sepolcri, rispose a questi con un'Epistola, lodata specialmente per alcune parti, come la descrizione dei giardini inglesi e i versi in cui è pianta la contessa Elisabetta Mosconi amica del poeta. Nacque egli a Verona di nobile e ricca famiglia nel 1753: gli piacque assai il viaggiare, fu in relazione e amicizia con i più insigni scrittori del tempo, il Parini, l'Alfieri, il Monti, il Foscolo: ebbe animo buono, mite, pacatamente melanconico; amò molto le bellezze e la solitudine della campagna e scrisse Prose e Poesie campestri; ma trattò molti generi di poesia e di prosa, anche la tragedia con VArminio. Fra le prose cito gli Elogi di Letterati Italiani: assai migliori però sono le poesie, specialmente le Poesie campestri, i Sermoni, l'Epistole e la traduzione dell'Odissea, non scevra di mende, ma pregiata e notissima. Oltre i classici greci e latini, il Pindemonte lesse e studiò i poeti inglesi, molto derivando da essi :25 è fra i classicisti il poeta che più si accosta ai romantici; e si provò anche nel racconto in versi, che poi a questi fu caro, con la novella in ottave Antonio Fo-scarini e Teresa Contarmi. Religioso sempre, negli ultimi anni della vita più che mai si raccolse nel sentimento e nelle pratiche della religione; morì nel 1828.
14 — Venturi, Storia della Letter. ital.