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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
   A Luigia Pallavicini, ed ancor più in quella All'amica risanata, rifulge la più pura bellezza classica; ma per la sublime altezza che toccò coi Sepolcri, dando libero corso alla piena dei sentimenti dolorosi e generosi dell'ardente anima sua, Ugo Foscolo è da porre fra i poeti sommi. In questo carme composto di 295 endecasillabi sciolti, di armonia variata e bellissima e a meraviglia adatta ai pensieri, ai sentimenti e alle immagini che esprimono, egli volle dimostrare l'utilità morale e civile dei sepolcri e ridestare la coscienza degl'Italiani mediante la venerazione dei grandi estinti.19 II componimento è quindi didascalico per il fine elio si propone, ma il pensiero vi procede e si colorisce liricamente con rappresentazioni ed immagini splendide, le quali si succedono e quasi s'incalzano lasciando la più profonda impressione nell'animo del lettore. Che se già altri poeti, come il Gray inglese e il Delille francese ed altri, avevano tratto argomento , e ispirazione dai sepolcri, il Foscolo vince tutt'i suoi precursori , ' per potenza d'affetto e magistero d'arte. 30 Ed arte squisitis- ! sima adorna pure le Grazie, che il poeta non potè condurre a compimento e lasciò a frammenti. Tuttavia Francesco Silvio Orlandini, benemerito editore delle opere del Foscolo, correggendo, modificando, aggiungendo di suo, con poco sana critica volle presentarle come un carme completo; e così si lessero fino a quando, primamente nel 1882, Giuseppe Chiarini, dopo lungo studio dei manoscritti, procurò di pubblicare i frammenti con l'ordine e la lezione lasciati ultimi dall'autore. Nelle tragedie del Foscolo, così nel giovanile Tieste e nell'Ajace, conio pure nella Bicciarda, il cui soggetto è preso dal Medio Evo, è palese l'imitazione dell'Alfieri; e anche nelle due ultime tragedie, ove pur sono particolari bellezze, manca l'intima forza drammatica. Delle traduzioni poetiche ha particolare importanza quella dell'iliade; alla qual traduzione il Foscolo attese più a lungo che ad ogni altro lavoro, pur non riuscendo a condurla neppure alla metà, e solo ad una piccola parte dando l'ultima mano.
   Copiosissime le prose di lui. Abbiamo ricordato l'Iacopo Ortis,'21 che destò fra la gioventù italiana tanto entusiasmo: è questo un romanzo psicologico in forma epistolare, nel quale è descritta la storia d'un giovane da un amore disperato e dal dolore per la patria perduta tratto al suicidio. In Iacopo Ortis (cognome di un giovane realmente uccisosi a Padova) il Foscolo stesso avvertì d'avere, « dal nome in fuori e dall'atto del suicidio con-