I CLASSICISTI
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torno a Didimo Chierico, pseudonimo col quale la dava in luce. Dopo la battaglia di Lipsia corse, spinto da amor di patria, a Milano e rientrò nell'esercito; finché, tornati gli Austriaci in quella città, dopo essersi su le prime lasciato abbagliare dalle offerte e cortesie dei nuovi padroni, se ne fuggì nella Svizzera, sacrificando tutto alla sua dignità. Là solo, povero, triste, fu consigliato e confortato con lettere affettuose e nobili, ed anche generosamente e delicatamente soccorso nelle sue strettezze da una signora, con la quale egli aveva stretta amicizia a Firenze, Quirina Mocenni ne' Magiotti, che- ebbe per lui un affetto sincero, costante, profondo. In Svizzera, sotto il nome di Didimo Chierico profeta minimo, mise in luce 1 'Ilipercalypsis, fierissima satira in prosa latina e stile biblico. Di là passò nel 1816 in Inghilterra, ove fu festeggiatissimo e guadagnò molto con i suoi scritti, dei quali sono fra i più importanti i Saggi sul Petrarca, il Discorso sul Decamerone, il Discorso sul testo clella Divina Commedia; ma la vita troppo signorile, le pazze spese lo ridussero alla miseria. In un villaggio presso Londra morì il 10 settembre 1827; nel 1871 le sue ceneri furono, per decreto del Governo italiano, portate a Firenze nel tempio di Santa Croce.
5. In Ugo Foscolo l'animo non fu sempre pari all'intelletto ; con le virtù che è bello in lui riconoscere si 'accompagnano debolezze, passioni, colpe; delle quali può però ricercarsi qualche scusa nei casi della vita tempestosa, nei tempi corrotti, e che ad ogni modo egli espiò fra le sventure e i dolori: l'ingegno di lui fu veramente poderoso. 17
Il Foscolo, come avvertii, cominciò a scrivere versi giovanissimo, e cominciò con alcune poesie arcadiche, cui seguirono altre dove sentì specialmente l'imitazione del Cesarotti, dell'Alfieri, del Monti; ma tutti questi versi assai difettosi dell'adolescenza (1794-1797), che comprendono componimenti lirici, la tragedia il Tieste e parecchie versioni, furono dall'autore rifiutati, quando, con un progresso meravigliosamente rapido, sentì poco appresso in sé pienamente maturi e formati il pensiero e l'arte.ls «I periodi delle liriche del Foscolo, consecutivi a quello dell'adolescenza, dice il Mestica, si svolgono come in arco che sorge con le odi e i sonetti, al vertice ha il carme dei Sepolcri, e declina con le Grazie ».
I sonetti, dov'è tanta schiettezza e forza di sentimento e di forma, si giudicano dei più belli della nostra lirica; nell'ode