Stai consultando: 'Storia della Letteratura Italiana ', Giovanni Antonio Venturi

   

Pagina (209/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (209/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   202 PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
   Monti, e la Francia riuscì vincitrice; onde il poema, che doveva terminare con l'entrata del Bassville in cielo, rimase interrotto al quarto canto, alla fine del quale questi domanda all'angelo-quali saranno le sorti della guerra. « Il rovescio delle vicende d'Europa distrugge tutto il mio piano, scriveva il Monti a un amico, e non lascia piii veruna speranza di fine al Purgatorio del mio povero Eroe ». Dal Messia del Klopstock molto, secondo
   10 Zumhini, avrebbe preso l'autore per la Bassvilliana. 8 Certo
   11 principale modello ebbe il Monti, che però di tutti i maggiori classici latini e italiani seppe felicemente valersi, in Dante, che studiò con tanto amore e profitto : bene Conobbe « che, se nel colossale, e sovrannaturale (così lo Zumbini) doveva imparare principalmente dal Milton e dai Klopstock, nella poesia storica non ci era maestro maggiore di Dante »; usò anche il metro dantesco, la terza rima, trattandola come, dopo l'Alighieri, a nessuno era riuscito. Tuttavia con ragione afferma lo Steiner, che, « se c' è poeta lontano dall'Alighieri, questo è Vincenzo Monti », e « le rassomiglianze sono tutte esteriori ». In terzine è anche la Mascheroniana. L'anima di Lorenzo Mascheroni vola al cielo e, incontrata quella del matematico francese Borda, va con essa nella costellazione della Lira, ove trova lo spirito del Parini. Questi, dopo aver ricordato Della patria lo strazio e la ruma, di cui fu testimone negli ultimi tempi della sua vita, domanda al Mascheroni quale sia il presente stato dell'Italia. Risponde il Mascheroni che la patria è salva por opera del Bo-naparte, di cui fa uno splendido elogio. Ma ecco una mirabile visione: appare il trono dell'Eterno che ha al fianco due cherubini, l'uno con un ramoscello d'ulivo, l'altro con un brando rovente; essi tengono lo sguardo fìsso in Dio, che pesa i fati degli uomini: mentre dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna s'elevano preghiere di pace ed alla terra rispondono pace i cieli, dall'Inghilterra salgono grida di guerra replicate dai mostri d'inferno. Innanzi a Dio parlano la Giustizia, che vuole punita l'Inghilterra e la Francia, e la Pietà, clié chiede il perdono e la pace: Dio fa strumento elei suo volere Napoleone, a lui affidando la guerra e la pace, il castigo d'Europa e la salvezza. Sparisce la visione, e sopraggiungono nella costellazione della Lira gli spiriti di Pietro Verri e del Beccaria. Il Verri narra che, spinto da amore di patria, era poco prima sceso su la terra, descrive le miserie e i vituperi veduti nella Cisalpina, e riferisce