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PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
della patria. La morte di Lorenzo Mascheroni, esule con lui a Parigi, dove si spense poco dopo clie la via del ritornV in patria era stata dischiusa dalla battaglia di Marengo, gì' ispirò la MascTieroniana. In questo poemetto il Monti dimostra idee politiche molto temperate e giuste; non le invettive contro la rivoluzione della Bassvilliana, non gì' inni successivi : egli di quel grande avvenimento vede ora e il bene e il male, ne loda i benefici effetti e ne condanna i pazzi eccessi. 4
Col ritorno in Italia nel 1801 s'apriva nella vita del Monti un periodo di quiete e di prosperità: ebbe la cattedra di eloquenza e poesia nella Università pavese, dove fece lezioni molto applaudite; ma dopo poco più di due anni d'insegnamento effettivo ne fu esonerato, conservandone lo stipendio,5 e fu nominato, con lo stipendio di 5000 lire, jjoeta del governo italiano e assessore consulente presso il Ministero dell' Interno « per ciò che sjietta alle Belle Arti ne' loro rapporti con la letteratura ». Dopo che Bonaparte si fu fatto imperatore di Francia e re d'Italia, il Monti, cui fu assegnata un'altra ragguardevole provvisione per l'ufficio puramente onorifico d'istoriografo del regno, scrisse II Beneficio, Il Bardo della Selva Nera, La Spada di Federico II ecc., cantando l'incoronazione, le guerre, il matrimonio di Napoleone e la nascita del re di Roma. Lavorava intanto alla traduzione dell'Iliade (ci si era provato anche molti anni prima a Roma), servendosi di traduzioni, poiché se del greco non era del tutto ignaro, certo ne sapeva poco, e la pubblicava nel 1810: ne faceva due anni dopo una nuova edizione corretta, traendo profitto dalle osservazioni di dotti grecisti suoi amici, e la ritoccava, poi ancora in successive ristampe. 6 Il primo libro era già stato messo in luce nel 1807 dal Foscolo insieme con una propria versione del medesimo libro: erano allora i due insigni scrittori legati dalla più affettuosa amicizia, che doveva poco appresso rompersi per sempre.
Caduto l'impero napoleonico e restaurata la dominazione austriaca in Lombardia, il Monti ottenne di restare a Milano, di conservare la pensione di professore e parte anche di quella d'istoriografo del regno italico, ma dove celebrare i nuovi dominatori, per i quali compose nel 1815 la cantata II mistico omaggio, poi l'azione drammatica II ritorno d'Astrea (1816) e l'inno drammatico L'invito a Pallade (1819): collaborò pure alla Biblioteca Italiana, rivista fondata e mantenuta dal go-