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PERIODO DEL RINNOVAMENTO
metto di versi; e nel medesimo anno, su un tema suggeritogli dal Visconti, il discoprimento cioc di un busto di Pericle, opera attribuita a Fidia, scriveva, e recitava in Arcadia, la^Prosopopea di Pericle, un'ode che accrebbe molto la sua fama. T^-ue anni dopo leggeva pure in Arcadia, per celebrare le nozze del duca Luigi Brasclii, nipote di Pio VI, il canto La bellezza dell'Universo, che gli valse l'ufficio di segretario presso il Duca. Dopo il ritorno di Pio VI da Vienna (1782), compose il poemetto II Pellegrino Apostolico, quindi l'ode al Montgolfler, due tragedie l'Aristodemo e il Galeotto Manfredi, ecc. « 11 componimento tragico è quello che mi piacerebbe più di tutti », scriveva fin dal 1779 a un amico : dopo avere assistito alla rappresentazione dell' Antigone dell'Alfieri ed aver sentito il medesimo poeta leggere in una conversazione altre sue tragedie, anche più desiderò di provarsi in questo genere letterario e si diede a scrivere l'Aristodemo, che fu rappresentato prima a Parma e poi, nel gennaio del 1787, a Roma con splendido successo: poco dopo pubblicava il Galeotto Manfredi. Godeva il Monti di nominanza sempre maggiore: il posto di segretario nella famiglia Brasc.hi non gli toglieva agio di studiare e di scrivere quanto volesse: nel 1791 sposava innamoratissimo Teresa Pichler, giovinetta romana d'insigne bellezza. Mia la serenità della sua vita fu spesso turbata da brighe e aspre polemiche: e ora i tempi si facevano procellosi. Nel 1793 la plebaglia romana uccideva il francese Ugo Bassville, segretario della legazione di Francia a Napoli, di dove erasi recato a Roma a far propaganda d'idee repubblicane; e il Monti scriveva subito e dava in luce la Bassvilliana, mostrando il più grande orrore per la rivoluzione francese. Nello stesso anno stampava parte di un altro poemetto, la Musogonia, e nella fine del primo canto si rivolgeva a Francesco imperatore d'Austria, «germanico eroe», animandolo contro la Francia:
Vien, pugna, e salva la ragion del cielo, Ché ben per Dio si corre ogni periglio; Vieni, e al furor del seme empio di Brenno II petto opponi di Cammillo e il senno.
Tutto questo non impedì che il governo pontificio divenisse diffidente e sospettoso verso il Monti; il quale in vero si andava infervorando dello idee della rivoluzione e s'accendeva di ammirazione per il Bonaparte; tanto che, dopo il trattato di