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bone, grande versatilità e perspicacia d'ingegno ; e le dottrine sociali, morali e letterarie propugnate dal Caffè, nella vita breve (1764-1766) ma utile e feconda, nonostante quel che vi si può notare oggi di manchevole o di eccessivo, d'incompiuto e d'errato, giovarono molto « a restaurare la coltura del popolo italiano, a ridestarne la coscienza, a snebbiarne l'intelletto : più, forse, che non quelle di ogni altro giornale del tempo».40 Cesare Beccaria (1738-1794) combatté la tortura e la pena di morte nel volumetto Dei delitti e delle pene, uno dei libri che hanno avuto maggiore celebrità ed efficacia. Diffondevano pure nuove e sane idee di libertà e di progresso, e facevano avanzare la filosofia e le scienze economiche e giuridiche Antonio Genovesi di Castiglione nel Salernitano, Ferdinando Galiani di Cliieti, Niccola Spedalieri di Bronte in Sicilia, Francesco Mario Pagano di Brienza nella Basilicata, che nel i 799 a Napoli dal feroce e infame governo reazionario fu mandato al patibolo, Gaetano Fi-langeri (1752-1788) napoletano, autore della Scienza della legislazione, ed altri.
Carlo Denina piemontese (1731-1813), uno dei pochi che in questo tempo si occuparono di storia generale, ha nome per l'opera Delle rivoluzioni d'Italia; notevole saggio storico su tutta la nostra civiltà, dalle antiche memorie etnische e latine fino alla pace di Utrecht. Opera di grande importanza è la Storia della letteratura italiana di Girolamo Tiraboschi bergamasco (1731-1794), prima professore di eloquenza a Milano, poi bibliotecario a Modena : egli espose in questa voluminosa ed eruditissima opera non solo le vicende delle lettere, ma di tutta la coltura dai tempi più remoti fino all'anno 1700. Mancano quasi affatto le osservazioni estetiche, o sono povera cosa; non ò conservata la debita proporzione nel trattare dei maggiori e dei minori scrittori; ma anche con tali difetti la storia del Tiraboschi, per copia e sicurezza di notizie ben ordinate e disposte, è da aversi anche oggi, dopo tante ricerche e tanti studi, nel massimo pregio.
Aurelio Bertòla riminese (1753-1798) (autore di vari scritti in prosa e in versi, Poesie campestri e marittime, favole in versi, ecc.) conferì assai a far conoscere e pregiare la letteratura tedesca con un saggio storico e critico corredato di traduzioni fatte da lui (Idea della poesia alemanna, ripubblicato poi, rifatto e accresciuto col titolo : Idea della bella letteratura alemanna).