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PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
mente il Parini): è nemico della pedanteria; vagheggia una letteratura, vigorosa di pensiero, semplice e schietta nella forma; ed egli stesso dà veramente l'esempio di una prosa disinvolta e franca. 84
6. Molta fama ed autorità ebbe al suo tempo Melchiorre Cesarotti di Padova (1730-1808), professore di lettere greche ed ebraiche nella Università della sua patria^ onorato e beneficato da Napoleone, che egli adulò in un poemetto intitolato Pronea (provvidenza) ; scrittore di molte opere in prosa e in versi e di traduzioni dal greco e dalle lingue moderne, fra le quali traduzioni famosissima quella di Ossian.35 Lo scozzese Giacomo Mac-pherson aveva pubblicato in prosa inglese dei canti, che affermava d'aver raccolti fra le montagne del suo paese e tradotti dall'antica lingua gaelica, ed attribuiva a un antico poeta, a un bardo caledonio, Ossian: in realtà l'autore, possiamo dire, dei poemi ossianici era il Macpherson stesso, ma l'autenticità di essi fu creduta e sostenuta da molti; grande fu il rumore che levarono e l'effetto che produssero. Questa poesia nordica tetra, fantastica, sentimentale, impetuosa, prenunzio il romanticismo, ma attrasse, affascinò anche gli scrittori più fedeli ai classici, come Vincenzo Monti: l'ammirazione e l'efficacia dell' Ossian si scorge per assai tempo in tutte le letterature moderne, si ritrova nei poeti più diversi dal Monti e dal Goethe allo Chateaubriand e al Lamartine, che diceva essere l'Ossian «la tavolozza a cui aveva tolto più colori ». Al Cesarotti i canti di Ossian, appena pubblicati, furono fatti conoscere da un amico inglese: gli piacquero, s'invogliò di tradurli in versi sciolti, intramezzati da strofe liriche, e si mise all'opera con tanto ardore che in breve ebbe compiuta la sua versione (1763), la quale fu accolta con altissimo plauso. I versi sciolti sostenuti e sonanti, coi quali egli aveva tradotta, abbellendola, la prosa inglese, furono molto lodati, e parvero un eccellente modello anche all'Alfieri, che scrive nella Vita: « questi furono i versi sciolti che davvero mi piacquero, mi colpirono e m'invasarono: questi mi parvero, con poca modificazione, un eccellente modello pel verso di dialogo ».
Novatore ardito, il Cesarotti non si peritò di raffazzonare, dando prova di traviato criterio e di audacia impudente, di raffazzonare, secondo il suo gusto, Omero, mutando anche il titolo d'Iliade in quello di Morte di Ettore ! Gli stette bene che