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PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
Gasparo Gozzi 25 nacque a Venezia nel 1713 di famiglia nobile, ma molto dissestata, primo di nove figliuoli. « Per una geniale astrazione poetica », scrisse il fratello Carlo nello sue Memorie (p. la, cap. III), a venticinque anni sposò Luigia Ber-galli, la quale ne aveva dieci più di lui, letterata e poetessa, « fra le pastorello di Arcadia Irminda Partenide ». Da questo matrimonio, assai disgraziato per tutt'e due i coniugi, nacquero cinque figliuoli. Al Gozzi per mantenere la famiglia fu necessità di affannarsi a scrivere e tradurre, di fare il suo cervello « operaio » «Degl'ingordi librai; di giorno in giorno - Darne lor parte». Nel 17 4 6-4 7 28 la moglie volle assumere l'impresa del teatro di Sant'Angelo, e fu una rovina. Nel '60 invano egli chiese la cattedra di letteratura latina e greca nell'Università di Padova; due anni dopo però ottenne l'ufficio di censore delle stampe: ebbe poi (1770) anche l'incarico di proporre i modi di riordinare le scuole pubbliche e l'Università di Padova. Ma lo tormentava ora la malferma salute, e nel 1777 a Padova, forse in un accesso di febbre, si gettò dalla finestra nel Bacchiglione. Salvato, Caterina Dolfin Tron, sua amica e protettrice, gli dimostrò pietà ed affetto filiale. Gli ultimi anni fu amorosamente assistito nelle sue infermità dalla seconda moglie, Sara Cénet : morì nel 1786.
11 Gozzi ebbe conoscenza delle letterature classiche e delle letterature moderne (ma così della greca come della inglese e tedesca nelle traduzioni), e « gusto finissimo, che avvertiva i più delicati pregi dell'arte nei moderni come negli antichi; nel-l'Addison e nel Klopstock, non meno che in Luciano e in Orazio » :27 scrittore giudizioso e piacevole, trattò argomenti morali e letterari con leggiadra varietà d'invenzioni e di forme, con stile non sempre scevro di qualche affettazione, ma limpido ed elegante. Le opere sue principali in prosa sono: le Lettere diverse (1750-52), dove già appaiono le più notevoli doti dello scrittore; la Difesa di Dante (il titolo è più precisamente: Il giudizio degli antichi poeti sopra la moderna censura, di Dante attribuita ingiustamente a Virgilio) (1758), stringente e arguta confutazione delle Lettere Virgiliane del Bettinelli; il Mondo Morale (1760), specie di romanzo allegorico mal disegnato, freddo e noioso; la vivace e attraente Gazzetta Veneta28 che uscì dal'60 al'61, e alla quale seguì un'altra pubblicazione periodica, che contiene graziosissimi dialoghi, ragionamenti, ritratti, novelle,