ETÀ. DEL GOLDONI, DEL PARINI E DELL'ALFIERI 185
logo La virtù sconosciuta, in lodo di Francesco Gori Gandellini senese, ohe « stava umilmente a bottega trafficando di seta » ed era un'anima gentile è* generosa, cui l'Alfieri erasi legato di profonda amicizia. Nel Misogallo, libretto misto di prosa e di versi, l'Alfieri, non meno aborrente dalla tirannide delle plebi elio da quella dei principi, fieramente sdegnato contro là rivoluzione francese per i mezzi « inutilmente iniquissimi » di cui s'era valsa, sfogò contro i francesi la sua ira e il suo odio. Sono anche notevoli come tentativo originale e ardito sei commedie, che egli ideò e abbozzò nel 1800, stese in prosa e verseggiò nei due anni successivi: L'uno, I fochi, I troppi, L'antidoto, La Minestrina, Il divorzio : satira le tre prime e condannar-delle tre forme di governo che avevano sempre provalso, monarchia assoluta, oligarchia, democrazia; intesa la quarta («Tre veleni rimesta avrai l'Antidoto >>) a dimostrare che « la riunione dei tre governi per sé stessi cattivi produce il misto che è il buono »; allegorica La finestrina; Il divorzio, forse più importante di tutte, colorita pittura e violenta satira della scostumatezza del tempo e della moda del cavalier servente. 23
Per esercizio letterario fece l'Alfieri anche vario traduzioni: di Sallustio, dell'Eneide, di alcune commedie di Terenzio, di alcune tragedie greche, delle Sane di Aristofane.
L'opera di Vittorio Alfieri, magnanima e feconda di grandi benefici all'Italia, ebbe sempre l'ammirazione e la riconoscenza degli spiriti più eletti: il Foscolo sentiva le ossa di lui fremere amor di patria nella tomba di Santa Croce, ove con gli altri grandi « abita eterno »; il Leopardi, nella canzone ad Angelo Mai, celebrò « il memorando ardimento » di lui che, « privato inerme », « in su la scena - Mosse guerra ai tiranni », e « primo e sol dentro all'arena - Scese »; lo esaltò in pagine eloquentissime il Gioberti, affermando che, se « l'Alfieri, come poeta illustro e amator di libertà, ha dei compagni; come restitutore del genio nazionale degl'Italiani, non ebbe competitori né maestri»; gli diede merito il D'Azeglio di avere «iniziata l'idea d'Italia-nazione»: (I miei Bicordi, capo IV). 24
5. Circa gli anni in cui furono pubblicate le duo prime parti del Giorno, altre opero importanti venivano in luce, che valsero a ritemprare il gusto e a dare alle menti nuovo indirizzo. Dal '61 al '62 usciva l'Osservatore del Gozzi, dal'63 al'65 la Frusta letteraria del B aretti.