Stai consultando: 'Storia della Letteratura Italiana ', Giovanni Antonio Venturi

   

Pagina (191/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (191/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   184
   PERIODO DEI, RINNOVAMENTO
   tonia: riconosceva l'autore stesso che il difetto principale delle sue tragedie era l'uniformità; « chi ha osservato l'ossatura d'ima, diceva., le ha quasiché tutte osservate ». Ma nonostante i difetti, le tragedie dell'Alfieri risplendono di somme bellezze, e grande è stata l'efficacia civile che hanno esercitata: la maggior loro gloria è questa, che esse hanno scosso, destato gl'Italiani, come proponevasi il forte e generoso poeta, hanno ritemprati gli animi, riacceso con intensa passione l'amor della patria e il sentimento della dignità nazionale. 19
   Le tragedie più celebri mi sembrano il Filippo,20 la Virgìnia, VOreste, il Saul, la Mirra: il Saul si considera il capolavoro dell'Alfieri. Togliendo, per questa sola tragedia, l'argomento dalla Bibbia, l'autore si è concessa maggior libertà; la soverchia stringatezza e rigidità di altre composizioni tragiche non si nota nel Saul: la grande bellezza di questo consiste nel carattere del protagonista, nel quale si raccoglie tutta l'azione, personaggio di smisurata forza morale in /lotta gigantesca con sé medesimo, con un misterioso potere che ha in sé. 11 Saul è nel teatro al-fieriano concezione singolare! e stupenda. 21
   Delle altre opere dell'Alfieri principalmente c' importa e ci attrae la Vita (che cominciò nel 1790); in complesso esatta e sincera, ancorché forse l'autore si sia compiaciuto, nel ritrarsi, di trascurare qualche volta certe ombre e sfumature e di caricar certe tinte: a ogni modo essa è un documento psicologico prezioso, ed è scritta, se non sempre con pura elocuzione, con stile franco é robusto.33 Nelle satire in terza rima, composte o compite quasi tutte fra il '93 e il '97, l'Alfieri con alto sentimento morale e con un largo intento politico e sociale menò forte la sferza su quanto gli pareva odioso e spregevole nel tempo suo, su re e grandi e plebe e sesquiplebe (borghesia) e i vizi dei costumi, della educazione (bellissima la satira su questo argomento), delle leggi, dei governi, della filosofia. Le liriche sue, o cantino d'amore o d'argomenti politici e filosofici, hanno originalità ed efficacia: molti dei sonetti ben giudicava il Foscolo che « possono andar del pari co' più lodati in Italia ». Il medesimo concetto civile e politico delle tragedie è nel trattato Della Tirannide, nell'Etruria vendicata, poema in ottava rima su l'uccisione di Alessandro de' Medici, nel trattato Del principe e delle lettere, dove si dimostra che il favore dei principi non giova ma anzi nuoce agli scrittori, nel Panegirico a Traiano, nel dia-