ETÀ. DEL GOLDONI, DEL PARINI E DELL'ALFIERI
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tica tragedia rappresenta la lotta dell'uomo col fato: egli veramente la
Incise col terribile
Odiator de' tiranni
Pugnale, onde Melpomene
Lui fra gl'itali spirti unico armò.
(Parini, Il dono).
Di crudeli tirannidi e di eroico amore per la libertà trovava esempì splendidi e celebri, che tutto lo infiammavano, nelle storie e nelle leggende di Grecia e di Roma, onde di là tolse la massima parte dei soggetti: e si dava vanto di avere, negli argomenti appunto « più trattati e ritrattati », « in ogni cosa tenuto metodo e adoperato mezzi e ideato caratteri in tutto diversi dagli altri».18 Come più adatti alla tragedia o, come diceva, tragediabili considerò l'Alfieri, in cui volontà e passioni avevano così straordinaria potenza, quei soggetti ove si veda un animo generoso, spinto da una passione violenta, buona o malvagia, vincere, soffocare ogni altro affetto, infrangere ogni più saldo ostacolo: quindi nei caratteri, o buoni o malvagi, sempre una energia, una forza indomita, quasi sovrumana: e fu perciò detto che l'Alfieri piuttosto che i personaggi storici ritrasse sempre l'immagine (reale o ideale) di sé stesso. Volle la « soppressione assoluta d'ogni episodico incidente, d'ogni chiacchiera che non sviluppi passione, d'ogni operare che al termine per la più breve non tragga », onde anche derivò « di necessità la soppressione di tutti i personaggi non strettamente necessarissimi »: questi sono per lo più quattro o sei. Alle regole, allora generalmente seguite in Francia e in Italia, della più rigorosa unità d'azione, di tempo e di luogo, l'Alfieri adattò senza sforzo la sua tragedia semplice e rapida; solo tre volte, egli osservava, aveva violata l'unità di luogo: nel quint'atto del Filippo, nel quarto e quinto dell'Agide, nel quinto del Bruto secondo. Anche nel dialogo mirò alla semplicità e rapidità, e nello stile e nel verso alla massima concisione o vibratezza, non riuscendo ad evitare certa durezza e apparenza di sforzo. In somma la tragedia alfìeriana è piena di passione, di forza, di fierezza: ma le si rimprovera il soggettivismo, onde l'autore par sempre rispecchiare sé stesso, le passioni che gli ruggivan dentro, nei caratteri che crea; la soverchia rigidità, la secchezza della composizione, del dialogo, dello stile; una certa uniformità e mono-