ETÀ. DEL GOLDONI, DEL PARINI E DELL'ALFIERI 184
trionfo. Il Gozzi compose poi altre fiabe fra il 1761 e il'65: II Corvo, Il Me Cervo, la Turandot (clie, su una versione tedesca, fu rifatta dallo Schiller), ecc.: nelYAugellino Belverde, forse la più ardita e notevole, egli tenace conservatore più direttamente satireggia le nuove dottrine filosofiche. lì Amore delle Tre Melarancie è l'unica fiaba di cui l'autore dia soltanto l'orditura,
10 scenario, come nelle commedie dell'arte; nelle altre sono poche le parti lasciate all'improvvisazione, tutto il resto è scritto in versi o in prosa. In queste fiabe che, passato il momentaneo favore con cui erano state accolte sul teatro a Venezia, fra noi caddero ben presto in oblio, mentre fuori, particolarmente in Germania, erano molto lette e trovavano grandi ammiratori, si palesa un ingegno stravagante, sbrigliato sì, ma vivace e rigoglioso.
Se il Goldoni ebbe accaniti avversari, gli abbondarono però anche i lodatori, né gli mancò qualche mediocre seguace, come
11 marchese Francesco Albergati Capacelli di Bologna (1728-1804); ma intanto l'imitazione di nuove forme e modelli stranieri invadeva e dominava anche il teatro italiano, arrestando o traviando la riforma del Goldoni.
3. Giuseppe Parini10 nacque a Bosisio, paesetto sul lago di Pusiano in Brianza, il 23 maggio 1729. Suo padre, negoziante e filatore di seta, lo condusse verso la fine del 1738 a Milano presso una propria zia, e lo mise nelle scuole de' Barnabiti. A sedici anni, mentre studiava rettorica, obbligato probabilmente dalle strettezze domestiche, già dava lezioni private: erano suoi scolari i nipoti del canonico Agudio, al quale diresse più tardi un capitolo, che ricorderemo. Nel 1752 pubblicò con lo pseudonimo di Ripano Eupilino i primi versi, che cominciarono a dargli nome, e lo fecero ammettere nell'accademia de'Trasformati di Milano, in un'altra di Reggio e nella colonia insubre dell'Arcadia, nella quale si chiamò Darisbo Elidonio. Due anni dopo, ordinato sacerdote, entrò precettore in casa Serbelloni, dov'ebbe agio per una parte di attendere agli studi, per l'altra di bene osservare e conoscere l'aristocrazia lombarda. Di buon gusto e giudizio diede prova nelle polemiche che ebbe, nel '56, col padre Alessandro Bandiera, e, nel '60, col padre Onofrio Branda; ma già cominciava da vero a rivelarsi poeta con La libertà campestre (la prima delle Odi, alla quale è dato generalmente il titolo di Vita Rustica, composta nel 1757 o '58), e
12 — Venturi, Storia della Letter. ital.