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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PERIODO. DI DECADIMENTO
   è molto disputabile la celebre legge dei ricorsiche per il Vico costituisce la storia ideale, eterna dell'umanità, secondo la quale legge « corrono in tempo tutte le nazioni », dallo stato selvaggio progredendo sino al più alto grado di civiltà per poi ricadere nella barbarie, da cui escon di nuovo a rifare lo stesso cammino. Ma quanti nuovi e profondi pensieri nella Scienza nuova e quante divinazioni! L'importanza del Vico ai suoi tempi, con i quali lo spirito speculativo di lui è in pieno contrasto, non fu riconosciuta; né egli ebbe poi vera efficacia su lo svolgimento successivo del pensiero, ma ne fu un grande precursore. Molte delle idee capitali della filosofia idealistica del secolo decimonono erano primamente sorte nella mente del Vico: da lui si può . dire scoperta l'Estetica: egli è l'iniziatore degli studi su le civiltà primitive e su i miti; e rispetto ai poemi omerici non solo precorse di più di sessantanni il Wolf, ma (ciò che importa assai più) precorse la, critica moderna nel comprenderne il carattere e la grandezza sublime. Così, con non minore merito, i itese la poderosa fantasia e la sublimità poetica di Dante.18
   Un altro giureconsulto e storico celebre delle provincie meridionali fu Pietro Gian none, nato ad Iscliitella in Capitanata nel 1676: l'opera sua più famosa è la Storia civile del Segno di Napoli; ma intorno all'importanza e al valore di essa è grande discrepanza di giudizi.19 Propugnando i diritti dell'autorità civile nel conflitto con la ecclesiastica, il Giannone incorse nell'odio di questa, ond'ebbe a patire fiere persecuzioni e lunga prigionia nella cittadella di Torino, ove morì nel 1748. -
   Molti eruditi formano degna corona attorno al Muratori, come i veronesi Francesco Bianchini (1662-1729) e Scipione Maffei ?
   (1675-1755), autore della Verona illustrata e di altri libri e scritti vari, ricchi di vasto sapere e di buona critica, e Apostolo Zeno veneziano (1668-1750); il quale non solo ebbe il merito d'iniziare la riforma del melodramma, ma sempre attese, anche nei quattordici anni passati come poeta cesareo alla corte di Vienna, agli studi eruditi. Scrisse opere dottissime, fondò e diresse il Giornale de' letterati d'Italia (del quale furono collaboratori il Maffei, monsignor Giusto Fontanini, il Muratori, ecc.), e aveva concepito il disegno di raccogliere gli storici e i cronisti del Medio Evo, come poi fece il Muratori, al quale fu largo di aiuti. Saverio Quadrio valtellinese (1695-1756) nella Storia e ragione d'ogni poesia raccolse un copiosissimo materiale di notizie sto-