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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PERIODO DI DECADIMENTO
   pura, propria e musicale, impareggiabile spontaneità e dolcezza di verso, in certi luoghi ammirevole eloquenza drammatica. 9
   Scrissero commedie, giovandosi più o meno degli esempi del Molière, Girolamo Gigli (1660-1722) e Iacopo Nelli (16701-1766) senesi e Giovan Battista Fagiuoli fiorentino (1660-1742),10 noto, assai più che per le commedie e le innumerevoli sue rime piacevoli, per la leggenda popolare la quale gli attribuì tanti frizzi e scherzi e facezie. Il Gigli,11 autore di svariati scritti, sfoggiò specialmente il suo ingegno, vivacissimo e bizzarro, nel Gazzettino, una raccolta di « finte ingegnose novelle », lepide e frizzanti, e nel Vocabolario Gaterìniano, cominciato con intento puramente filologico per dichiarare le voci senesi usate da Santa Caterina, di cui il Gigli ristampava le opere, e divenuto un libro polemico, dove per la gloria della lingua di Siena il Gigli combatté aspramente con l'Accademia della Crusca e i fiorentini. Mal gliene incolse: il Vocabolario fu proibito a Roma, bruciato per mano del boia a Firenze, e fu cagione all' autore d'infinite amarezze.
   Su gli scrittori di tragedie12 ebbe pure non poca efficacia la letteratura francese, dalla quale Pier Iacopo Martelli bolognese (1665-1727), che ne scrisse varie, prese anche il verso alessandrino, ond'ebbe questo fra noi il nome di martelliano: del Martelli merita si citi un dramma satirico in endecasillabi sciolti assai belli (onde prese « qualche norma » al suo verseggiare il Parini), il Femia13 contro Scipione Maffei. Il quale, oltre le opere per cui si annovera fra gli eruditi, compose una tragedia, che destò grandissima ammirazione, la Merope. Antonio Conti padovano (1677-1748), versatissimo nelle scienze e nelle letterature antiche e moderne, è autore di quattro tragedie d'argomento romano. Anche il Bettinelli 14 ed altri scrissero tragedie: ma il nostro teatro tragico era pur sempre assai povera cosa prima dell'Alfieri, per opera del quale dovea « Cinger l'Italia ornai quella corona », che mancava « unica » « al suo crin glorioso ». 15
   />• 3. Nel sec. XVIII hanno grande incremento gli studi d'erudizione e di critica storica: «gli scrittori non si contentano più di ritessere, secondo le norme dell'arte, ciò che s'era ciecamente ripetuto per una lunga serie di secoli; gareggiano invece di risalire alle fonti, d'interrogare i monumenti, d'istituire raffronti, di raccogliere da per se stessi i responsi ». 16 Primeggiano fra