LA PHIMA METÀ DEL SETTECENTO
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Italia (1744) si stabilì a Todi, la patria della madre sua, ove morì nel 1765. Ha nome per le canzonette che, spontanee, melodiose, eleganti, si leggono sempre volentieri. Coltivò la canzonetta, riuscendo però meno spontaneo, delicato e dolce del Metastasio e del Rolli, anche Tommaso Crudeli di Poppi nel Casentino (1703-1745); il quale, accusato come irreligioso e frammassone, ebbe a patire fiere persecuzioni dalla Inquisizione di Firenze: 5 è noto però, più che per gli altri suoi versi, per gli apologhi, felici imitazioni del La Fontaine. Scrisse pure canzonette, non senza maestria, quelle specialmente in ottonari, e insieme sonetti descrittivi d'argomento classico e biblico, versi scio'ti, ecc., Carlo Innocenzo Frugoni genovese (1692-1768): frate somasco, poi, prosciolto dai voti, prete, visse lungamente a Parma, dove fu accolto in corte dai Farnesi e dai Borboni; fecondissimo verseggiatore iniziò la terza maniera dell'Arcadia, quella dei versi sciolti pomposi e rimbombanti. 6 Almeno in apparenza diede un po' di forza alla poesia arcadica, e parve un novatore; dai contemporanei fu levato a cielo, ed ebbe molta efficacia per lungo tempo : Vincenzo Monti nei primi componimenti seguì la scuola di lui, e nella « dedica dell 'Aminta, in nome di G-. B. Bodoni tipografo », alla marchesa Anna Mala-spina, gli diede esageratissime lodi, non risparmiando però i Frugoniani « corrotti figli » di « padre incorrotto », « Che prodighi d'ampolle e di parole - Tutto contaminar d'Apollo il regno ».
Composero versi sciolti, su l'esempio del Frugoni, Francesco Algarotti veneziano (1712-1764) e il gesuita Saverio Bettinelli di Mantova (1718-1808); il quale nel 1757 pubblicò, con l'ambizioso titolo di Versi sciolti di tre eccellenti autori, gli sciolti del Frugoni, dell'Algarotti e i propri, mettendovi innanzi dieci lettere, che fingeva scritte nei Campi Elisi da Virgilio, nelle quali i più grandi poeti italiani, e Dante segnatamente, sono aspramente censurati e svillaneggiati: 7 a Dante è negato « buon gusto e discernimento nell'arte », e si propone che la Divina Commedia sia posta tra i libri d'erudizione, lasciando alla poesia « cinque canti incirca di pezzi insieme raccolti » ! Queste lettere, alle quali rispose subito argutamente Gasparo Gozzi, procurarono al Bettinelli, com'era giusto, la riprovazione universale: egli si mostra però ricco di svariata coltura nelle sue molte opere, fra le quali assai notevole il Risorgimento d'Italia negli studi, nelle arti e nei costumi dopo il Mille. Di letteratura, di