Stai consultando: 'Storia della Letteratura Italiana ', Giovanni Antonio Venturi

   

Pagina (169/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (169/334)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   162
   PERIODO DI DECADIMENTO
   21 Fu fondata dal principe romano Federico Cesi nel 1602, e s'applicò massimamente alle scienze naturali, rappresentando la tendenza allo studio positivo dei fatti naturali e la reazione contro l'aristotelismo.
   22 Vedi I. Del Lungo, Galileo letterato nell'op. cit. Patria italiana, voi. I; Scritti di critica letteraria di Galileo Galilei, raccolti ed annotati da E. Mestica, Torino, 1889.
   23 Le opere storiche cui accenno hanno anche, più o meno, valore letterario; ma osserva il Croce che nel Seicento la «larga e varia opera storiografica, che trattò e ritrattò tutti gli avvenimenti di quei tempi in tutti i paesi d'Europa, o aventi relazione con l'Europa », in generale ebbe « carattere antiumanistico o antiletterario » : voleva essere non letteraria, ma scientifica e critica, « eselusivamente e strettamente politica ». « I nuovi storici si confessavano francamente fuori della letteratura », e « sono di solito scorretti e impropri» (Storia della età barocca in Italia cit., cap. Ili, La storiografia politica.. —¦ Vedi anche il cap. II, Teoria della morale e della politica).
   24 Morsolin, Il Seicento cit., p. 138.
   25 Vedi F. Baldinucci, Dal Baroccio a Salvator Ko-sa. Vite di pittori italiani del Seicento, scelte e annotate da G. Battelli, Firenze, Sansoni.
   26 Ma cfr. G. Nascimbeni nel Giorn. Stor. della letterat. ital., LII (1908), p. 71 e segg.
   27 Vedi G. Mestica, Traiano Boccalini e la letteratura critica e politica nel Seicento, Firenze, 1878; F. Fòeeano, Ricerche letterarie, Livorno, 1897; G. Rua, Per la libertà d'Italia cit. e Letteratura civile italiana del Seicento cit. ;
   C. Trabalza, La Critica letteraria cit., cap. V, p. 223 e segg.; G. Toffanin, Machiavelli e il « Tacitismo » cit. ; B. Croce, Storia della età barocca in Italia cit., cap. II e XI.
   28 Accademie come la Crusca, e come quelle scientifiche, già menzionate, dei Lincei e del Cimento, certo conferirono all'incremento della cultura: in questo secolo anche si accrebbero alcune delle biblioteche che v'erano già, e altre ne furono fondate e cospicue (vedi Belloni, op. cit., Introduzione).
   29 Storia della letterat. ital., Firenze, 1865, p. 416. Cfr. li. Bonghi, Perché la letteratura non sia popolare in Italia, 3a ediz., Milano, 1873, pp. 114 e segg.; B. Croce, Saggi cit. e Storia della età barocca in Italia cit., cap. XI.
   30 Vedi S. Vento, Le condizioni della oratoria sacra del Seicento, Soc. editr.
   D. Alighieri, 1916. Cfr. A. Belloni nel Giorn. Stor. della letterat. ital., LXX (1917), p. 188 e segg.