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PERIODO DI DECADIMENTO
tragici, che in questa età spesso trattarono argomenti sacri, Giambattista Andreini (1576-1652?) è noto specialmente per l'Adamo, onde pare che il Milton traesse qualche ispirazione per il Paradiso perduto. Li'Aristodemo di Carlo Dottori ha pregi di concezione e di esecuzione; e non scarse bellezze giustificano la fama che gode il Solimano di Prospero Bonarelli. Parecchi drammi pastorali, ma assai meschini, imitarono l'Aminta e il Pastor fido; molto migliore di tutti gli altri la Filli di Sciro di Guidobaldo Bonarelli (1563-1608).
In quest'età ha però origine un nuovo componimento drammatico, il dramma accompagnato dalla musica, o, come fu chiamato, il melodramma.17 I primi esempi di composizioni drammatiche tutte musicate détte Ottavio Rinuccini, elegante e melodioso poeta fiorentino (1562-1621), con la Dafne (messa in musica da Iacopo Peri e da Iacopo Corsi, poi da altri) ; con l'Euridice, composta per le nozze di Maria de' Medici con Enrico IV (1600), e l'Arianna per le nozze di Francesco Gonzaga con Margherita di Savoia (1608). Dopo le felici prove del Rinuccini si compose un infinito numero di melodrammi; gli autori dei quali mentre la musica aveva insigni cultori, erano troppo spesso poetastri, che sacrificavano la poesia ai capricci dei cantanti e secondavano il gusto del pubblico con gli avviluppatissimi e inverosimili intrecci, i colpi di scena, l'enfasi, lo spettacoloso e lo strano ; finché il Metastasio, preceduto già da altri nel procurare la riforma di questo componimento, lo condusse a quel più alto grado di bellezza che potesse raggiungere.
6. Anche la prosa fu in molte scritture, specie novelle, orazioni, romanzi, piena d'artificio e d'ampollosità, ma non mancarono i buoni prosatori; uno è anzi dei primissimi nostri: Galileo Galilei, il sommo scienziato, una delle più fulgide glorie d'Italia. Con Bernardino Telesio di Cosenza, nato nel 1509, era incominciata la ribellione contro l'autorità, un tempo inconcussa, delle dottrine aristoteliche: il Telesio combatteva Aristotele, proclamava lo studio della natura, poneva il senso a fondamento della nuova ricerca. Anzi già nel sec. XV Leonardo da Vinci aveva sostenuto sola interprete della natura essere l'esperienza e soltanto da questa potersi trarre le leggi universali, e finalmente aveva applicato, come fece poi il Galilei, la matematica alle osservazioni dei fatti naturali; ma i suoi insegnamenti «rimasero infruttuosi e negletti».18 II Telesio fuse-