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PERIODO DI DECADIMENTO
segretario del Duca, ma non vi trovò lo accoglienze sperate: rimandato a Roma si ritirò là a vita privata; pochi anni dopo riprese la vita cortigianesca prima presso il cardinale Ludovisi, poi presso Francesco I duca di Modena, e in questa città morì nel 1635.
Il Tassoni, oltre le Filippiche, mirabile esempio di eloquenza politica, scrisse i Pensieri diversi, le Considerazioni sopra le rime del Petrarca ecc., rivelando .un ingegno eccessivo e bizzarro, ma acuto, originale e libero, e il poema eroicomico: La secchia rapila.! « Il quale, pigliando le mosse da una contraffazione del combattimento di Scarpolino o Zappolino nel 1325, quando i Modenesi perseguirono i Bolognesi sconfìtti Ano alle mura di Bologna, e uno di loro tolse di dentro dalla porta San Felice una secchia di legno, seguita con la battaglia della Fossalta del 1249 (la quale con audace anacronismo si fa dal rapimento ^ della Secchia originare), dove i Modenesi furono sconfìtti, e re Enzo mandato da Federico H in loro aiuto restò prigioniero di Bologna; termina con la xiace a eguali condizioni conchiusa tra le due città ». 8 Vi s'intrecciano molti episodi e avvenimenti vari, in gran parte storici ma di altri tempi. Principale figura del poema (nella seconda e definitiva redazione) è il tristo e vile conte di Cula.gna, nel quale è rappresentato e vituperato il conte Alessandro Brusantini, odiato dal Tassoni.
Se questi dall'indole del suo ingegno era spinto alla parodia della epopea corrotta e goffa com'era allora, 9 volle pure ritrarre satiricamente la società in cui viveva, fatti, persone, costumi del tempo suo.10 Quanto ai pregi dello stile, il Carducci, pur notando « certe improprietà di parole e di frasi, e non radissimi gli esempì dell'esagerato, del concettoso, del falso », loda « la vivacità del molteplice stile, la narrazione franca e spedita, il colorito largamente vario, la sostenuta facilità dell'ottava scorrente in suoni diversi ».
Prima che fosse stampata La secchia rapita, la quale era però già nota e correva manoscritta, Francesco Bracciolini pubblicava un altro poema eroicomico, lo Scherno degli Dei, stemperata satira della mitologia. Venner dopo l'ameno Malmantile riacquistato del pittore fiorentino Lorenzo Lippi,11 il Torracchione desolato di Bartolommeo Corsini da Barberino di Mugello, l'Asino (che non isfigura accanto alla Secchia rapita) di Carlo Dottori di Padova, il Catorcio d'Anghiari di Federico Nomi aretino ed altri.